Corona riporta l’ispettore Falchi sulle strade di Montichiari tra memoria, nebbia e mistero.
Montichiari, il ritorno dell’ispettore Falchi
Il 22 giugno esce «Uno strano omicidio per l’ispettore Falchi», terzo libro di Elio Corona, ex vice comandante della stazione di Polizia di Montichiari per 25 anni. Dopo il ritorno ideale nella natia Sardegna con «Confusione mentale» e il viaggio psicologico di «Tormento infinito», Corona affronta la nuova avventura letteraria anche come un’autobiografia e inevitabilmente i luoghi sono quelli famigliari ai bresciani, ai monteclarensi in particolare.
I primi ricordi da monteclarense?
«Quando sono arrivato a Montichiari nel 1983 mi impressionarono le nebbie a cui non ero per niente abituato e dovendo fare pattuglia anche di notte mi sembrava una situazione surreale. L’itinerario Montichiari-San Polo per esempio era un viaggio in un’atmosfera dell’ignoto».
Il primo libro è nato anche come antidoto al tempo sospeso del lockdown, il secondo ne è stato conseguenza logica. Adesso un romanzo anche autobiografico. Scriverlo quindi per lei era necessario?
«Dopo tanti anni di lavoro nella Polizia stradale ho sentito l’esigenza di raccontare anche le problematiche di un lavoro che comunque ho amato molto e che ho sempre svolto con il massimo rigore e la massima professionalità. Ore e ore di servizio, senza risparmio di energie, tanti chilometri sulle strade e poi il lavoro di ufficio con sempre maggiori responsabilità soprattutto con la nomina di Ufficiale di Polizia Giudiziaria. Nel nuovo romanzo tutto questo si legge».
Durante la sua carriera quali sono stati i momenti più difficili?
«Beh, le scene degli incidenti mortali sulle strade sono davvero impressionanti, soprattutto quando si affrontano per le prime volte. Oltre alla pietà e alla tristezza per le vittime, è sempre stato difficile affrontare il dolore dei famigliari, magari avvisati nel bel mezzo della notte. Spesso mi prendeva un senso di impotenza, avrei voluto dare di più per confortarli, per trovare una soluzione a quella situazione di immenso dolore. Di fronte al dolore è impossibile non sentirsi minimamente coinvolti emotivamente ma considerando il nostro ruolo ci si deve mettere una corazza per valutare i fatti con la necessaria lucidità soprattutto per quanto riguarda i rilievi e gli accertamenti delle responsabilità, ponendo poi massima attenzione all’aspetto burocratico della pratica conseguente. L’ispettore Falchi, il protagonista del mio nuovo libro, da questo punto di vista è particolarmente scrupoloso. A volte quando ripercorro le strade che ho pattugliato anni fa mi tornano in mente gli incidenti e le persone coinvolte…. Sono attimi davvero particolari».
Incontro tra realtà e immaginazione
Non a caso Corona dedica il suo nuovo libro a tutti i suoi cari e abbraccia tutti quelli che i propri cari li hanno persi in circostanze tragiche. Corona è uomo di grande sensibilità, educazione e gentilezza. Allo stesso tempo però è sinceramente tenace e sempre più conscio che la scrittura, se all’inizio poteva sembrarlo, non è un passatempo, è «cosa seria» e deve essere affrontata con la massima dedizione per far incontrare nel migliore dei modi la realtà con l’immaginazione.