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CHIARI

Cento anni fa nasceva il pioniere della chirurgia Gianfranco Pellegrini

Il 5 marzo del 1921 nasceva il professor Gianfranco Pellegrini, chirurgo di fama mondiale e pioniere della chirurgia specialistica, ma sempre legato alla sua Chiari

Cento anni fa nasceva il pioniere della chirurgia Gianfranco Pellegrini
Cultura Bassa, 05 Marzo 2021 ore 16:38

Cento anni di storia. Quella di un uomo che ha lasciato il segno. Un punto di riferimento per la medicina, un precursore. Un cittadino del mondo, ma allo stesso tempo un clarense doc. Sempre.

Cento anni fa nasceva il pioniere della chirurgia Gianfranco Pellegrini

Grazie al figlio Augusto Pellegrini, ma anche agli studi Mino Facchetti (storico ed ex sindaco di Chiari) e dei professori Alessandro Porro (docente di Storia della Medicina, Università di Milano), Gianmaria Quarti di Trevano (docente di Clinica e Semeiotica Chirurgica, Università di Milano) e Luigi Santambrogio (primario), è stato possibile ripercorrere la sua esistenza e riportarla tra le nostre pagine proprio oggi, venerdì 5 marzo 2021, nel centenario della sua nascita.

La nascita e gli studi

Gianfranco Pellegrini nacque il 5 marzo 1921 all’ospedale Mellino Mellini di Chiari, dove il padre Augusto fu direttore dal 1913 fino al secondo dopoguerra.
Ancora prima della laurea collaborò come responsabile del triage con la chirurgia del Mellino Mellini, duramente impegnato nelle cure ai feriti sia partigiani che tedeschi durante gli ultimi giorni della Guerra di Liberazione. Laureato in Medicina e chirurgia all’Università di Pavia nell’agosto del 1945, fu indirizzato dal padre ad una robusta preparazione anatomica e fu assistente nell’Istituto di Anatomia Patologica dell’Università di Milano diretta dal professor Redaelli fino al 1952, quando ottenne l’incarico di assistente nella Clinica Chirurgica dell’Università di Pisa.

L’ascesa

Nel 1952 venne invitato a lavorare per un anno presso il Dipartimento di Patologia Clinica del Garfield Memorial Hospital di Washington. Nel 1955 vinse una borsa di studio «Fullbright» per lavorare un anno al Baylor University College of Medicine di Houston, nel Texas. Pellegrini è stato allievo del professor Armando Trivellini, clinico chirurgo prima dell’Università di Pisa, e poi dell’Università di Milano negli anni 1955-1965. Durante questi anni affinò anche le sue conoscenze chirurgiche lavorando a Stoccolma con il professor Crafoord, e a Londra con sir Clement Price Thomas. Dopo alcuni anni passati sotto la guida di Trivellini, il clarense vinse un concorso universitario per dirigere l’Istituto di Patologia Speciale Chirurgica dell’Università di Sassari, dove lavorò per tre anni durante i quali operò tantissimi pazienti e costruì una validissima scuola di allievi che in parte sono poi andati a dirigere prestigiosi reparti chirurgici sardi ed in parte lo hanno seguito quando nel 1968 venne chiamato a dirigere l’Istituto di Semeiotica Chirurgica dell’Università di Milano. La Sardegna non fu per lui una esperienza solo di lavoro, ma sarà anche grande esperienza di vita e di rapporti affettivi con la gente locale, rapporti che ha coltivato per tutta la sua vita. A Milano, negli anni, si occupò anche della direzione degli Istituti di Patologia Chirurgica II, di Clinica Chirurgica IVe la Scuola di Specialità in Chirurgia dell’Apparato Digerente, e con un reparto di 60 letti allargò l’attività chirurgica dell’Università.

Un precursore

Con grande preveggenza, Pellegrini capì l’importanza delle singole specialità della chirurgia, ed intuì che i suoi allievi dovessero dedicarsi con particolare attenzione alla chirurgia toracica, piuttosto che a quella vascolare, intestinale, alla senologia che era branca emergente, alla chirurgia endocrina ed urologica. Fino ad allora il chirurgo generale faceva tutto. In questo fu un assoluto precursore dei tempi, ed oggi la specializzazione chirurgica è la prassi. Fu sempre molto interessato ed aperto verso tutte le nuove tecnologie e tecniche chirurgiche, cosa che lo faceva andare controcorrente rispetto al mondo accademico, sempre miope e poco incline al cambiamento.

Le minacce di morte

In quegli anni, quelli di Piombo, ricevette minacce di morte dalle Brigate Rosse per aver denunciato dei dipendenti del Policlinico di Milano che per protesta avevano maltrattato dei pazienti. Grazie alla sua testimonianza, e con l’aiuto del Pubblico Ministero Emilio Alessandrini e del direttore sanitario dell’ospedale, Luigi Marangoni, vennero condannati. Alessandrini e Marangoni furono poi assassinati da Prima Linea e dalle Brigate Rosse. Pellegrini, invece, si salvò. Gli inquirenti gli spiegarono che un infiltrato delle Forze dell’Ordine nei gruppi terroristici riferì che un fiancheggiatore delle Brigate Rosse, infermiere del Policlinico, intercedette a suo favore con i terroristi. Furono anni difficili, ma rimase sempre sereno e risoluto nella sua azione a difesa dei suoi pazienti.

L’insegnamento e la passione per i giovani

Per Pellegrini, l’insegnamento e la sua scuola erano estremamente importanti: negli anni, infatti, spinse gli allievi alla ricerca, i giovani ad operare, i chirurghi già formati ad insegnare ai più giovani. Gli Istituti che dirigeva avevano sede al Policlinico di Milano, ed in più di venticinque anni di attività operò migliaia e migliaia di pazienti. La scuola si allargò, molti chirurghi vennero formati e andarono a dirigere reparti universitari ed ospedalieri. Pur all’interno della “politica”, inevitabilmente presente anche in questo così delicato e tecnico settore, gli allievi della sua scuola avanzarono con successo. La loro qualità chirurgica media era, ed è, altissima. All’interno di un’attività così importante, non tralasciò la parte del suo lavoro più prettamente scientifica: fu autore di più di trecento pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali, fu invitato a tenere conferenze e lezioni come Visiting Professor da istituzioni come la Medical University of South Carolina a Charleston, l’American College of Surgeons a Chicagoe l’American Surgical Association al Congresso ad Atlantanel 1980. Capì l’importanza di apprendere all’estero ed obbligò tutti i suoi assistenti a frequentare ospedali universitari stranieri, pur rimanendo legatissimo alla sua Chiari ed in special modo agli studenti clarensi che ha sempre seguito ed aiutato, ed ai pazienti verso i quali ha sempre avuto un’attenzione particolare ed affettuosa.

Riconoscimenti e onorificenze

Fin dal 1971 gli fu conferita l’onorificenza di Cavaliere all’Ordine della Repubblica Italiana, il diploma della quale fu trovata in soffitta dalla famiglia, in un baule, solo dopo che venne a mancare. Fu presidente della Società Lombarda di Chirurgia, e l’ospedale Maggiore Policlinico di Milano gli conferì la qualifica di Primario onorario dell’ospedale. Nel 2015, fu insignito del riconoscimento civico della città di Chiari, e lui ringraziando il sindaco (l’attuale primo cittadino Massimo Vizzardi) ed i presenti fu sinceramente sorpreso, e disse: «Questa riunione mi sembra un tantino esagerata, perché ho fatto solo il mio lavoro che mi é sempre piaciuto».

La vita privata

Viveva per la sua famiglia, nel ricordo dei suoi genitori; fu figlio, marito, padre e nonno affettuoso. Sue grandi passioni furono l’arte, la montagna e l’alpinismo, i viaggi e la sua Sardegna.

«Gianfranco Pellegrini è stato un padre – ha ricordato Facchetti, rimarcando quanto Pellegrini fosse fortemente legato a Chiari ed ai clarensi, e quanto ne fosse ricambiato – Non il retorico Padre della Patria, ma un padre vero, un padre reale, un padre generoso, un padre presente e attento, un padre sempre disponibile. Un uomo di straordinaria eleganza interiore. Un uomo che rimarrà nella memoria di Chiari per la sua capacità di amare i Clarensi, e di lasciarsi amare».
Gianfranco Pellegrini, dopo aver girato il mondo, dopo aver salvato migliaia di vite ed aver contribuito a cambiare per sempre il volto della chirurgia, si spense il 12 novembre 2015, circondato dall’affetto dei suoi cari e dei suoi concittadini, nello stesso ospedale dove nacque novantaquattro anni prima.

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