Andrea Mansueti e la passione per l’arte

Andrea Mansueti e la passione per l’arte
29 Agosto 2016 ore 08:26

Ha studiato per diventare geometra come suo padre e sua sorella, spinto dalla sua passione per il disegno a mano libera. Fin da piccolo ricopiava i tratti dei cartoni animati della Disney o dei cartoni francesi come i puffi o lucky Luke. Ha sempre preferito disegnare più che colorare e si è cimentato in diverse tecniche, dalla pittura in acrilico alla caricatura. Andrea Mansueti ha 41 anni e vive a Calvisano con la sua ragazza.Lavora come impiegato alla segreteria del Don Milani di Montichiari ma non ha mai abbandonato quella che per lui è una vera vocazione. Ha già esposto in una ventina di mostre, 3 in autonomia e le altre in collettivo con altri autori, l’ultima nel 2015 al Chiostro di Calvisano. Ha catalogato circa 250 quadri e si ispira al surrealismo di Salvador Dalì e Magritte. «Mi è sempre piaciuto ritrarre le cose reali ma in situazioni surreali. In questo modo puoi dimostrare innanzitutto che sei capace, che hai padronanza della tecnica del ritratto e del disegno. Ma allo stesso tempo puoi dare un’interpretazione poetica e magari far riflettere chi vede il quadro su un concetto particolare». Dipinge anche su commissione, generalmente gli viene richiesto il ritratto a matita o carboncino in bianco e nero, ma preferisce tenere separate le cose: «Qui sta la differenza tra l’artigiano e l’artista.

L’artigiano pittore è bravo e possiede le tecniche, può disegnare qualsiasi cosa. Ma poi deve scattare in lui la parte artistica, cioè fare qualcosa di assolutamente diverso, che dia più emozioni e un valore aggiunto. L’ideale è un’esatta miscela delle due prospettive». Andrea ha affinato il suo talento principalmente da autodidatta. Fin da ragazzo si documentava e prendeva il meglio da alcuni colleghi che aveva il piacere di osservare visitando alcune mostre ma non ha mai propriamente studiato arte. La passione è scivolata spontaneamente sulla carta partendo dalla semplice voglia di inventare e cimentarsi in esperimenti sempre nuovi, soprattutto per quanto riguarda le vignette, la sua prima grande passione. Si allena con i personaggi famosi e nel suo repertorio si possono trovare Bud Spencer, Robert De Niro, Leonardo Di Caprio e moltissimi altri. Riconoscibili per alcune espressioni o gesti ma sempre rivisitati nello stile tipico di Andrea. «L’ideale sarebbe fare una caricatura ridicolizzando e riproducendo in maniera anche grottesca alcuni aspetti salienti del personaggio. Una caricatura deve essere riconoscibile e soprattutto armoniosa nel suo insieme, il tratto deve essere fedele all’anatomia del corpo e sicuramente deve far ridere. Con i personaggi dello spettacolo è molto più semplice perchè li osserviamo sempre nelle situazioni più diverse.

La vera difficoltà è ritrarre le donne perchè si offendono quando alcuni difetti sono estremizzati». Nonostante il suo indubbio talento Andrea ha sempre tenuto che questa sua passione restasse un hobby, un passatempo con cui ricaricarsi «Questa mia passione nel corso della vita mi è capitato anche di metterla da parte. Adesso mi sembra assurdo a pensarci ma da ragazzo capitava di passare un periodo senza disegnare nulla. Ho 40 anni e spesso penso che mi piacerebbe vivere di arte ma sono convinto che in questo periodo non sia possibile. Economicamente soprattutto. Molti mi hanno chiesto come mai non mi sono dedicato completamente al disegno, magari aprendo uno studio come tatuatore. Io ho fatto questa scelta perchè non volevo assolutamente diventasse un’ossessione ma volevo poterci sempre giocare un po’, per far sì che fosse sempre autentica e spontanea. Trasformandolo in lavoro a tempo pieno ho paura che possa perdere di significato».

Alessia Gessa


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