Anche Montichiari fa il tifo per Sonny Colbrelli

Anche Montichiari fa il tifo per Sonny Colbrelli
Cultura 02 Agosto 2017 ore 18:55

Grandi campioni, colpi di scena un po' ovunque e ad ogni chilometro, segnati da folli gomitate tra storici «rivali», sprint finali con i velocisti che non ti aspetti ed una classifica ancora incerta. Il «Tour de France» sta regalando spettacolo e sorprese a non finire anche per il tricolore dell’Italia, lì a lottare in maglie diverse per colorare d’azzurro il cielo francese.

Un giro di Francia che vede battagliare per indossare la maglia «gialla» i migliori ciclisti di tutto il mondo, ma che non disdegna di dare seguito e speranze anche a quelle cittadine che i ciclisti li han visti partire, magari in tenera età, in sella a quelle biciclette che ora fanno sognare una nazione intera. Se il forfait di Mark Cavendish, il ritiro di Marcel Kitten con conseguente maglia «verde» sulle spalle di Micheal Matthews e la squalifica di Peter Sagan hanno impoverito il tour di tanti possibili protagonisti, i colori azzurri sono rimasti pressochè invariati. Nulla di più scontato si potrebbe affermare che le speranze tricolore nel vedere anche un ciclista di casa nostra lottare per la prima posizione del giro francese, siano riposte tutte su Fabio Aru.

Per ora, il sardo portacolori dell'Astana rimane ancorato in quarta posizione dietro al campione del Team Sky Christopher Froome. Oltre a lui stanno ben figurando altri due nostri connazionali: Alberto Bettiol,  Diego Ulissi (16°) e, infine, l’unico «nostrano» in gara: il desenzanese Sonny Colbrelli. Incentrando la scena proprio sulla nostra terra, soltanto due sono stati i bresciani a presentarsi in Germania per lo «start» del Tour de France: l'iseano Matteo Bono e il desenzanese Sonny Colbrelli. Ma se l'avvio del 34enne di Iseo (già al suo sesto Tour, ma fermo nelle retrovie dopo la caduta sul percorso suddiviso tra la Germania ed il Belgio) è stato caratterizzato da tanta sfortuna, meglio sicuramente sta facendo il 27enne desenzanese della Bahrein-Merida al suo esordio al Tour. Colbrelli, infatti, con alle spalle le recenti ottime prestazioni mostrate alla Milano-Sanremo (13°) e al Giro delle Fiandre (10°), si è messo in evidenza soprattutto durante la seconda tappa (Dusseldorf-Liège, ndr), quando, con una volata da vero «veterano», ha chiuso la sua tappa al sesto posto, dietro ai tedeschi Kittel e Greipel, divisi dal francese Demare, all'ormai escluso Cavendish ed all'olandese Groenewegen. Una vittoria di tappa è il traguardo rincorso e sognato daColbrelli che vanta nel proprio repertorio di velocista alcune qualità interessanti da mettere a referto nelle tappe finali, anche se condizioni fisiche e mentali non stanno andando a favore del ciclista di Gavardo, dettosi scoraggiato di fronte ai giornalisti internazionali dopo aver assaporato, per il primo anno, i ritmi folli e gli equilibri delicati della più grande competizione ciclista del mondo.

Nessun rappresentante invece per quanto riguarda il territorio monteclarense, ricco di grandi società, ma fino ad oggi povero di grandi campioni, che deve ritrovare invece nel passato e sperare di rivivere in futuro le stesse emozioni. Poco male, perchè le infrastrutture locali porteranno presto Montichiari proprio al centro del panorama ciclistico mondiale, con il campionato del mondo Juniores del prossimo 23-27 agosto che vivrà una «prima» storica al velodromo Fassa Bortolo, che ha già iniziato i preparativi per il grande evento. Tornando al Tour, di sicuro ne sapremo di più sul futuro che attende i corridori bresciani (ed in particolare di Colbrelli) già dalle prossime tappe, con una classifica da definire e con di fronte ancora centinaia di chilometri da percorrere. Tutti per decretare chi indosserà alla fine della gara l’ambita maglia «gialla» di un Tour de France targato 2017, che promette davvero tante sorprese sino all’ultimo centimetro.


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