«Anche cucinare è un’arte», al Vortice

«Anche cucinare è un’arte», al Vortice
Cultura 30 Marzo 2017 ore 18:15

 Appassionata di ricerca gastronomica lei e grande conoscitore di birre lui, un’accoppiata di questo calibro non poteva che dare i suoi frutti. Giovani, intraprendenti e originali, Diego Secchi e Alia Berlato hanno tutte le carte in regola per staccare il loro biglietto per il successo e sono già stati premiati per essere tra le prime 10 hamburgherie bresciane. Se dietro il bancone del «Vortice», in via Kennedy a Viadana di Calvisano, troviamo il 30enne che ha fatto della sua passione per le birre un vero e proprio lavoro, in cucina non poteva che esserci la 28enne. «Sono diplomata alla scuola d’arte, ma ho sempre avuto la passione della cucina fin da bambina – ha spiegato la giovane – d’altronde anche la cucina è un’arte, ma non ho mai pensato potesse trasformarsi in mestiere.

Quando hai passione il tuo lavoro non può che uscire bene». E’ stata lei, insieme al marito, a studiare gli abbinamenti ideali per le oltre 40 tipologie di birre «accuratamente scelte e testate» dai due. Per farlo, la scorsa estate, si sono spinti fino in Belgio in un viaggio di 10 tappe, per degustare proprio dalla fonte la bevanda fermentata. «Abbiamo visitato i siti di produzione – hanno spiegato – e riprodotto gli abbinamenti che i sommelier delle birre ci hanno proposto e che esaltano al meglio gli abbinamenti». Così Diego è riuscito a concretizzare il suo sogno: fare della birra il suo lavoro. La passione per la birra belga l’ha accompagnato da sempre, anche prima quando lavorava per un corriere espresso per la distribuzione delle birre nei locali, poi quando insieme ad Alia ha preso in gestione il locale nel 2015, da un amico di lunga data che li ha indirizzati sul percorso.

Ecco tra gli abbinamenti più graditi, tutti composti da 3 birre e 3 assaggi per due persone, troviamo la Floreffe con la scamorza affumicata, l’Affligem con la formaggella di montagna, la Rousse de Brabant con il prosciutto di Praga, e poi ancora la Leffe blonde con il fiocchetto nostrano, la Brugse zot Blond con il taleggio, la  Bière du Baucanier con il dolce alla frutta. Non mancano invece accostamenti interessanti con il pesce: la Chimay triple enfatizza il salmone affumicato, la Chouffe houblond è servita con lo stracchino fresco, mentre la Hoegaarden Blanche viene presentata insieme al dolce alla frutta. La scelta dei prodotti punta su due semplici caratteristiche: freschezza e qualità. A sperimentare gli abbinamenti mai banali è poi Alia che ha associato hamburger di angus «il più deciso tra i sapori» con triplo bacon, mentre quello di scottona «più delicato» con  mozzarella e zucchine grigliate. Non mancano poi la carne di cinghiale e quella di bufalo italiano, per le quali si riforniscono da una macelleria della zona che vanta oltre 30 anni di esperienza, esclusivamente associate a prodotti affettati e tagliati sul momento.

Così come per i panini, 30 centimetri di pura goduria, che vedono uno sposalizio perfetto tra prosciutto crudo, formaggella di montagna e salsa boscaiola, o in alternativa porchetta, scamorza affumicata, funghi, salsa tartara. E tanti altri abbinamenti. Anche per i salumi non vanno lontano, ma si affidano a un salumificio della zona, dove ogni salume ha una tracciabilità sicura. Immancabili fagioli alla messicana, stinco e cotoletta e, tra i formaggi, la provola fusa in terrina. «Abbiamo deciso di puntare su abbondanza, bontà e qualità – ha spiegato Diego – che troppo spesso non si possono trovare in un solo prodotto, senza tralasciare il fattore prezzo che, per noi, deve essere alla portata di tutti». E il riscontro da parte della clientela c’è già, dopo soli due anni dall’apertura «più di quanto ci aspettavamo. – Hanno spiegato – Noi non abbiamo fatto nient’altro che essere noi stessi, fare quello che ci piace con tanta passione e attenzione, in cucina e per le birre».


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