25 novembre 2020

Vivere Pontevico c'è ed è a fianco delle donne

Inaugurazione della panchina rossa rimandata ma la giornata non scivola nel dimenticatoio

Vivere Pontevico c'è ed è a fianco delle donne
Cronaca Bassa, 25 Novembre 2020 ore 00:16
Seppur oggi non abbiano potuto inaugurare la panchina rossa hanno deciso di lasciare un segno tangibile

Vivere Pontevico c'è ed è a fianco delle donne

Si sarebbe dovuta inaugurare proprio oggi 25 novembre, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la prima panchina rossa sul territorio pontevichese. Per permettere alla comunità di vivere con partecipazione questo evento si è preferito posticipare il taglio del nastro e la condivisione di un momento così significativo il prossimo 8 marzo.
"Vivere Pontevico" non ha voluto però lasciar scorrere, senza un pensiero degno di meditazione, questa importante giornata, e ha pubblicato un video che ripercorre dei casi di violenza: fisica e mediatica.
Un filo rosso, sulle note di "Break the wall", tradotto "rompere il muro" (del silenzio e dell'omertà si intende), conduce nella visione con alcune tappe fondamentali per ricordare.
La prima inquadratura fissa è dedicata a "Susy", Zsuzsanna Mailat, uccisa dal marito lo scorso maggio a Milzano a soli 10 chilometri dalla comunità pontevichese. La seconda tappa riguarda un titolo che aveva creato forti proteste, pubblicato da una testata giornalistica nazionale, a settembre dello scorso anno "Il gigante buono e quell'amore non corrisposto".
La terza un’altra vittima bresciana di femminicidio Manuela Bailo, uccisa dall’amante nell’estate 2018. E ancora a seguire un altro titolo, che fece scalpore per l’oltraggio al rispetto, ad opera di una testata online "Ubriache fradice al party in spiaggia, due 15enni violentate dall'amichetto". La quinta inquadratura è dedicata a Mina Safine di Urago Mella, alla quale il marito ha dato fuoco dopo una lite lo scorso settembre, morta dopo 7 giorni di agonia in ospedale. La sesta è per Tiziana Cantone uccisa da un femminicidio social nel settembre 2016. La settima è la citazione di una dichiarazione di pochi giorni fa inerente il caso di una insegnate nel torinese "Lui ha sbagliato, ma l'ha fatto per una goliardata da uomo". Si conclude con la panchina rossa e il messaggio «"1522 Stop violenza - Pontevico", il numero da chiamare dedicato alle donne vittime di violenza.
Ogni inquadratura presenta sempre due scarpe rosse, a piedi uniti, quasi siano “impuntati” per non far scappare lo sguardo di chi sta guardando. Vivere Pontevico c’è, ed è a fianco delle donne.
Video di Vivere Pontevico
Video di Vivere Pontevico
https://www.facebook.com/viverepontevico/videos/305460027280318
"Lo abbiamo dedicato alla giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Per noi non è solo il 25 novembre, è un punto fermo da tenere ben presente ogni giorno dell’anno –  hanno fatto sapere gli autori di Vivere Pontevico – Per l’occasione abbiamo anche donato delle mascherine, con il messaggio 'Stop alla violenza', ai dipendenti comunali, al sindaco Alessandra Azzini, alle agenti di Polizia Locale, inerenti proprio questa giornata come opera di sensibilizzazione per scuotere gli animi e abbattere i muri dell’omertà. Riguarda tutti e tutti possiamo fare qualcosa".
di Marianna Baldo
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