Commenti su: Varano a Montichiari, è morto? Il sindaco: “Fatecelo trovare, questa storia deve terminare”

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Danila Alberti

Bravo Sindaco.Mi piace il suo parlare 'fuori dai denti '.Un incosciente a essere gentile chi questo povero animale ha abbandonato magari perché diventato ingombrante...se invece è fuggito il proprietario è ancora più incosciente...si faccia avanti e recuperi la dignità...

Varano

IL MOSTRO SIAMO NOI
Ovvero un'estate da Varano.
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Ogni estate ha bisogno del suo mostro. Un anno è lo squalo, quello dopo la pantera, poi il serpente, adesso il varano. Basta una fotografia sfocata, un video traballante o il racconto di qualcuno che "l'ha visto con i propri occhi" e la provincia si trasforma in Hollywood. A Montichiari è toccato a un rettile diventare il protagonista dell'ennesima psicosi collettiva. Sia chiaro: un varano, qualora fosse davvero presente, non sarebbe una specie autoctona. La sua comparsa meriterebbe di essere verificata e, se confermata, gestita dalle autorità competenti. Ma un conto è affrontare un fatto con razionalità, un altro è trasformare qualsiasi animale inconsueto nel nuovo Godzilla della Bassa bresciana. L'uomo ha un talento straordinario: dichiarare guerra a tutto ciò che non conosce. Se un animale esce dallo schema diventa automaticamente un mostro. La biodiversità viene celebrata nei convegni, salvo poi essere demonizzata appena assume una forma che disturba le nostre abitudini. È una contraddizione tutta umana: predichiamo il rispetto della natura, purché la natura si presenti in modo rassicurante.
Il paradosso è che la specie più invasiva, aggressiva e devastante del pianeta continua a considerarsi la vittima. Cementifichiamo, disboschiamo, inquiniamo, modifichiamo ecosistemi interi e poi ci scandalizziamo se compare un animale insolito. Non ci spaventano le tonnellate di plastica nei fiumi, ma un rettile sì. Evidentemente la paura funziona meglio quando ha quattro zampe e una lunga coda.
E c'è un'ipotesi ancora più grottesca. Se questa storia dovesse rivelarsi una colossale burla, la figuraccia non la farebbe certo il presunto varano. La farebbero quelli che hanno alimentato l'allarmismo senza uno straccio di verifica, trasformando un pettegolezzo in emergenza pubblica. Perché il problema non è essere stati ingannati: il problema è aver rinunciato al buon senso con una velocità impressionante. Nel giornalismo, come nella vita, esiste una regola elementare: prima si accertano i fatti, poi si costruisce il racconto. Oggi sembra valere il principio opposto: prima si scatena il panico, poi, forse, qualcuno controllerà se il mostro esiste davvero. Qualunque sia l'esito della vicenda, una certezza già c'è. Il varano, ammesso che ci sia, resta un animale. Noi, invece, continuiamo a dimostrare che l'isteria collettiva è una specialità tutta umana