Vandali ancora in azione a Montichiari, dove ignoti hanno prima rubato e quindi fatto ritrovare gravemente danneggiato il pulmino del Centro Diurno utilizzato per il trasporto di persone con disabilità. Un episodio che ha causato l’indignazione dell’intera città, espressa anche dal sindaco Marco Togni.
Il CdI resta senza minibus
«Non si è trattato soltanto del furto di un mezzo – afferma la presidente di Sorgente Daniela Turk – ma di un gesto che ha colpito uno strumento essenziale per la quotidianità delle persone seguite dal servizio. Il pulmino era stato acquistato nel 2022 per un costo di 42mila euro: non serviva solo a trasportare le persone, ma rendeva possibile l’esercizio di diritti concreti, permettendo agli utenti di raggiungere luoghi, partecipare alle attività, vivere il territorio, evitare l’isolamento. Per molte di loro rappresentava una condizione indispensabile per prendere parte alla vita della comunità. Di fronte a quanto accaduto è naturale provare rabbia non tanto per il valore materiale del mezzo, quanto perché a essere colpite sono opportunità costruite nel tempo, occasioni conquistate con fatica e una quotidianità che rischia di interrompersi improvvisamente. Il danno economico è rilevante – prosegue Turk – ma le conseguenze più significative riguardano le persone: ogni giorno di fermo del servizio comporta disagi, tempi più lunghi, una diversa organizzazione delle attività e un impatto concreto sulla vita di chi, quotidianamente, conta su quel pulmino per muoversi e partecipare».
Quarant’anni di lavoro tra Bassa e Garda bresciano
La Cooperativa monteclarense, attiva da oltre 40 anni sul territorio di Montichiari, della Bassa bresciana e del Garda e la cui collaborazione con i vari comuni è sempre più proficua, ha scelto di rendere pubblica la vicenda:
«Perché quel mezzo non apparteneva soltanto al servizio, ma era un bene della cooperativa e dell’intera collettività. L’episodio diventa così anche un’occasione per ribadire i principi che orientano quotidianamente il lavoro della nostra realtà, vale a dire promuovere percorsi di emancipazione, tutelare i diritti delle persone, costruire relazioni e rafforzare i legami con il territorio. Non dunque principi astratti, ma impegni concreti che prendono forma anche attraverso strumenti come questo pulmino. Quando uno di questi strumenti viene meno – conclude Turk – non si interrompe soltanto un servizio, ma si rende più difficile garantire opportunità di partecipazione e di vita nella comunità».
La vicenda purtroppo non è nuova: nell’inverno 2025 infatti il Centro Marcolini, dove tra l’altro operano diversi collaboratori della Sorgente, fu oggetto di una serie di scritte lasciate sui muri di una delle facciate. Episodi che fanno ancora più male considerando la destinazione di mezzi ed edifici in favore dei più fragili.