Cronaca
Beccato!

Va a sciare con il Green Pass del fratello, 60enne viene scoperto dalla Polizia di Stato

Sono in fase di ultimazione gli approfondimenti investigativi per supportare il deferimento dell’uomo alla Procura della Repubblica di Brescia, ipotizzando il reato di sostituzione di persona.

Va a sciare con il Green Pass del fratello, 60enne viene scoperto dalla Polizia di Stato
Cronaca Valli, 19 Gennaio 2022 ore 11:01

Nell’ambito dell’attività di soccorso in montagna della provincia, gli agenti della Questura di Brescia con la loro presenza assicurano quotidianamente assistenza e soccorso sulle piste. Non mancano però i controlli in relazione all’obbligatorietà del Green Pass e della copertura assicurativa, necessarie per accedere agli impianti di risalita.

Dai sospetti alla scoperta

Nei giorni scorsi, una pattuglia di sciatori del Distaccamento di Montecampione, tra i numerosi accertamenti svolti, hanno individuato un uomo, bresciano, che si accingeva a fare ingresso nella seggiovia dell’impianto di risalita esibendo su richiesta degli agenti la carta di identità e il Green Pass del fratello. I poliziotti, avendo sospetti sulla regolarità e la validità del documento sanitario esibito alla base della funivia, hanno proceduto all’esatta identificazione, scoprendo così che l’identità della persona controllata non corrispondeva alla titolarità della certificazione sanitaria, apparentemente valida ma appartenuta al fratello.

Scatta la multa

Il 60enne è stato immediatamente sanzionato per l’illecito amministrativo in quanto sprovvisto del Green Pass obbligatorio e dovrà così corrispondere una multa pari a 400 euro più 100 euro per il comportamento e la mancata assicurazione. Immediato anche l’allontanamento dai luoghi di aggregazione sportiva in cui tentava di introdursi irregolarmente.

Rischia ancor di più

Inoltre, in relazione allo stratagemma posto in essere per aggirare la normativa emergenziale in vigore, sono in fase di ultimazione gli approfondimenti investigativi per supportare il deferimento dell’uomo alla Procura della Repubblica di Brescia, ipotizzando il reato di sostituzione di persona.

 

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