Una notizia non è mai solo inchiostro su carta, o un articolo lanciato nell’immenso mondo del web.
Ci sono persone dietro una notizia
Dentro e dietro ad una notizia ci sono persone che provano una serie infinita di sentimenti, vivono situazioni che mai avrebbero pensato di attraversare. Persone che si chiedono, come Rita Repetto, cosa avrebbero potuto fare per evitare un epilogo tragico come quello legato a sua sorella, Bobby. Ma quanto accaduto a lei e alla sua famiglia non è stata solo una notizia, o almeno, non solo.
Ho parlato spesso con Rita in questi ultimi cinque anni fatti di rabbia, delusioni, commozione, impegno. E quello che mi ha colpita fin da subito è stata la sua estrema razionalità legata ad una caparbietà che raramente capita di incontrare. Non si tratta solo dell’immenso dolore che ha sentito dopo la perdita di Roberta ma invece di un cocciuto, imperturbabile e inarrestabile senso del giusto. Un giusto che ha poco a che fare con la giustizia, e visto l’epilogo di quanto accaduto, sembra banale perfino pensarlo.
Forza e tenacia e quel dolore vissuto con compostezza
Ma Rita ha lottato, ha fatto sentire la sua voce quando nessuno la voleva ascoltare, ha dato il suo volto in pasto all’opinione pubblica; ha raccontato con compostezza il suo dolore e non l’ha lasciato andare mai ma lo ha voluto trasformare con la nascita della sua associazione «La pulce nell’orecchio», lo ha trasformato andando nelle scuole e organizzando incontri affinché quello che è accaduto a sua sorella «Non succeda mai più».
A Rita va il mio piccolo ringraziamento, per quel che vale, insieme al sollievo per quanto successo oggi, per aver dimostrato che il giusto spesso non affiora in superficie ma tenerlo stretto dentro di sé aiuta a cercare in qualche modo di provare a guarire il dolore.