Cronaca
TRAVAGLIATO

Un tatuaggio, due destini: la toccante storia di un figlio dopo la morte del padre

Il tatuatore Paulo Gandolfini si è ritrovato, a distanza di tre anni, a replicare una vera e propria opera d'arte. Una sfida professionale, ma anche emotiva.

Un tatuaggio, due destini: la toccante storia di un figlio dopo la morte del padre
Cronaca Brescia, 05 Febbraio 2022 ore 09:30

A 68 anni Renato Mondini aveva realizzato il suo desiderio e si era fatto tatuare l'effige di Annibale sull'avambraccio: a dicembre la scomparsa e la scelta del figlio Elia di farne uno uguale.

Un tatuaggio, due destini: la toccante storia di un figlio dopo la morte del padre

di Valentina Pitozzi

Il rapporto padre-figlio è uno dei più importanti che esistano. E non è affatto rara la scelta di dedicare al proprio caro un tatuaggio per sancire la profondità del legame.
È il caso della toccante storia che ha come protagonisti Renato ed Elia Mondini, appunto padre e figlio, i quali si sono fatti tatuare la medesima opera a distanza di tre anni l’uno dall’altro per un motivo molto particolare.

A raccontarlo Paulo Gandolfini, titolare di "Paul Tattoo Maker", a Travagliato.

Il racconto

"Nel 2019 Renato è venuto a trovarmi con un desiderio che durava da una vita – ha esordito il tatuatore – Voleva avere Annibale sull’avambraccio, perché era una figura che lo affascinava molto. Un condottiero che aveva sconvolto completamente i piani degli italiani con le sue imprese non aveva timore del pensiero altrui".
Da lì era cominciato un bel rapporto di amicizia che univa il 68enne e il giovane tatuatore bresciano.
Fino alla scomparsa improvvisa dell'uomo.

A portare la notizia del lutto un ragazzo "misterioso", che a inizio anno si è presentato nello studio di Gandolfini chiedendogli lo stesso tatuaggio.
"Mi è sembrata subito una richiesta singolare – ha precisato – Ha svelato la sua identità dopo una lunga conversazione, dicendomi che il padre era mancato poco tempo prima".

Elia ha raccontato che non aveva mai avuto un buon rapporto con lui. Eppure la perdita l’ha spinto a volerlo conoscere un po’di più.
E fa sorridere come il ragazzo, inizialmente, fosse molto contrariato per i nuovi tatuaggi del padre e solo vedendo la felicità di quest’ultimo per un "traguardo" raggiunto con fierezza si sia ricreduto, seguendo per così dire le sue orme.

"Abbiamo superato le aspettative – ha chiosato Gandolfini– Entrambi abbiamo vissuto la sensazione di avere una seconda possibilità, affrontando un’emozione che aveva un peso specifico non indifferente".

 

Paulo Gandolfini insieme a Elia Mondini e, sul fondo, il padre Renato.

L'articolo completo nell'edizione di ChiariWeek in edicola.

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