Cronaca
L'intervista

Un attore bresciano interpreta in tv il migliore amico di Raoul Bova

Elia Moutamid, cresciuto a Rovato, è uno dei protagonisti della fiction in onda su Canale 5 "Giustizia per tutti".

Un attore bresciano interpreta in tv il migliore amico di Raoul Bova
Cronaca Sebino e Franciacorta, 14 Maggio 2022 ore 10:04

di Stefania Vezzoli

Sarà uno dei protagonisti della fiction "Giustizia per tutti", in onda dal 18 maggio  su Canale 5. Elia Moutamid, nato in Marocco e cresciuto a Rovato (anche se da qualche anno vive in città, a Brescia), nella serie interpreta Fabio, il migliore amico di Raoul Bova. Un ruolo importante per l’attore e regista, che alle spalle ha una carriera di tutto rispetto. Nel 2021 ha recitato nella sitcom "Before Pintus", lanciata ad aprile su Amazon Prime Video, mentre dietro la macchina da presa ha ottenuto diversi riconoscimenti (con il suo primo lungometraggio, "Talien", Moutamid ha conquistato il premio della Giuria al Torino Film Festival, mentre il suo lavoro successivo, "Kufid", ha debuttato al Torino Film Festival ed è stato inserito tra i 60 documentari della selezione ufficiale dei Nastri d’argento).

Un attore bresciano interpreta il migliore amico di Raoul Bova: l'intervista a Elia Moutamid

Di seguito l'intervista telefonica all'attore e regista, che con grande disponibilità ha condiviso con noi l'esperienza che lo porterà, da mercoledì 18 maggio, in prima serata su Canale 5.  Un racconto da cui traspare il contagioso entusiasmo di Elia Moutamid e la sua grande passione per il cinema, ma anche la semplicità di un giovane (è nato nel 1982) che resta coi piedi ben piantati a terra e che si porta orgogliosamente dentro un curioso mix multiculturale in cui le origini marocchine della sua famiglia si mescolano alla "brescianità" dei territori in cui è cresciuto.

Come è stato lavorare al fianco di Raoul Bova?

E’ stata un’esperienza positiva su tanti fronti, sia dal punto di vista della carriera che a livello umano. In lui ho trovato una persona meravigliosa, umile, simpatica, un grande professionista che crede in quello che fa e ci tiene molto. Oltre a Raoul Bova c’erano anche Rocío Muñoz Morales, la sua compagna, e Anna Favella, che è un’attrice molto brava (è tra i protagonisti della serie “Incastrati”, con Ficarra e Picone, disponibile su Netflix ndr).

Come è nata la tua partecipazione a "Giustizia per tutti"?

E’ stato grazie al regista Maurizio Zaccaro, per me un amico e maestro con il quale avevo collaborato per il film “Nour”. E’ stato lui a chiamarmi, inaspettatamente, per questo progetto.

Ti piace fare l’attore?

Io continuo a fare il regista, ma questa carriera da attore mi sta sorprendendo. E’ una cosa fuori programma che però mi piace, per me è un laboratorio, stare sul set mi torna utile anche come regista. E poi è la conferma che funziono anche davanti alla macchina da presa.

La fiction che andrà in onda in prima serata su Canale 5 affronta un tema molto delicato, quello degli errori giudiziari. Cosa ne pensi?

E’ un tema che mi sta a cuore e che è stato trattato in modo serio, intelligente. Il protagonista, Raoul Bova, subisce una condanna ingiusta, ma in carcere studia Giurisprudenza e una volta fuori diventa avvocato (prima era fotografo) per aiutare le persone che, come lui, sono accusate ingiustamente. Ogni puntata affronta un caso e in un episodio io, che sono il suo migliore amico e ho sempre creduto nella sua innocenza, mi trovo al centro di un’accusa ingiusta e sarà lui a difendermi.

Per vederla in tv hai dovuto aspettare più di due anni...

E’ stata girata tutta a Torino e l’abbiamo finita poco prima che scoppiasse la pandemia. L’uscita, immagino per ragioni di programmazione, è stata rinviata. Adesso usciranno le prime sei puntate e, se andrà bene, ce ne saranno altre sei. Speriamo bene!.

In una società in cui trionfa, spesso, il sensazionalismo, il cinema e la tv possono avere ancora una funzione sociale?

Credo che l’arte in generale sia un ottimo veicolo, se utilizzata con intelligenza, per far passare temi difficili. Ben venga che in un palinsesto come quello di Mediaset possa passare un messaggio così delicato. Io sono onorato di esserci stato.

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