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U Betta Crew: un gruppo coeso che insegue il successo

U Betta Crew: un gruppo coeso che insegue il successo
Cronaca 06 Maggio 2017 ore 17:17
La scuola di danza come una vera seconda casa per 23 ragazze che arrivano da esperienze diverse. E' la storia che racconta Elena Treccani, una delle U Betta Crew. «Tra noi c'è chi riesce a conciliare studio (o lavoro) e danza, chi lotta per la propria scelta, per dedicarsi alla sua passione, chi frequenta le scuole medie, ma con la determinazione di un adulto. Chi è sola, con una figlia a carico e trova lo stesso tempo per la nostra Crew, chi, emarginata e vittima di bullismo, ha fatto emergere una personalità ricca di potenziale. C'è chi ha cambiato città, si è trasferita lontano, ma poi è tornata consapevole di non poter ballare con un'altra crew».
 
Come e quando nasce la vostra storia? Quali sono gli eventi più importanti ai quali avete partecipato?«Il debutto è nel 2013, a Riccione per il "MC Hip Hop contest". Eravamo in 5 e la nostra coreografia era incentrata su Vogue e Jazz Funk e lo show ha rappresentato la rivoluzione della Videodance italiana. Sono poi nati due gruppi, gli U betta work baby (2013) e U betta work heels (2015). Nel 2015 la nostra coreografa, Dolores Ninja Parisi ha deciso di unire le tre crew, che diventano così U betta work crew. Nasce una Megacrew, fondata sul Vogue, Jazzfunk con l'aggiunta di Streetjazz, Dancehall e Waacking. Fra i successi ricordiamo il secondo posto a "MC Hip Hop Contest" e il primo posto a "Valpolicella Hip Hop Festival", e la selezione per il WOD Italy 2015 e 2016. Tutte le ballerine si stanno dedicando al freestyle individuale in Voguing, con ottimi risultati: le vittorie a "The Italian Spring Ball"," Vogue Knights Italy", "Special One Mc Hip Hop Contest", "Berlin Voguing Out" (Berlino), "St. Valentine Ball" (Londra). In estate alcune di noi sono state al "Broadway Dance Centre" e al "Peridance Capezio Center” di NYC. Ci siamo esibiti sul palco della Broadway Underground e su quello del Carnival di Los Angeles, e siamo state protagonsitae del video "Physical Genius" di Kent Odessa. A Milano abbiamo ballato sul palco dell'MTV Hip Hop Birthday».
 
L'esperienza a Italia’s Got Talent. Come è nata l'idea di partecipare? «Era un’opportunità per farci conoscere, oltre ad un'esperienza indimenticabile, un traguardo dopo tanti sacrifici. Eravamo abituate a confrontarci con palchi e giurie importanti, e il fatto di trovarci fuori dal mondo della danza ha alzato la tensione. I giudici ed il pubblico sono stati molto calorosi».
 
Quando tempo avete impiegato e perché avete scelto quella coreografia? «Era già collaudata, la sentivamo "nostra". L'abbiamo modificata, con giornate di prove, per rientrare nel tempo previsto. La coreografia ci valorizza al meglio e presenta inoltre una delle nostre caratteristiche, il movimento dei capelli che "danzano con noi”».
 
Durante la performance il pubblico vi voleva far arrivare subito in finale con il Golden Buzz. I giudici erano in dubbio, ci siete rimaste male per non averlo ricevuto? «Non avevamo aspettative, l'obiettivo era fare del nostro meglio e lasciare la firma UBetta! Finita la coreografia abbiamo visto tutti in piedi e i giudici in dubbio sul golden. Ci abbiamo sperato ma non siamo rimaste deluse per non aver preso il golden buzzer. Abbiamo avuto quattro entusiasti sì e cosa più importante siamo state capite nelle nostre intenzioni femminili di eleganza non volgare».
 
Cosa significa per te la danza e cosa ti trasmette questa crew? «Ogni volta che mi esibisco sento un senso di libertà immensa e soprattutto la capacità di esprimermi in modo vero e totale, cosa che nella vita "normale" fatico a fare. La danza è anche famiglia, all'interno della crew siamo tutte come sorelle.
 
Barbara Bordanzi è una di queste. E', oltre che una mia compagna nella crew, la mia insegnante e la ballerina che stimo di più. Mi ha spinto due anni fa a fare l'audizione e per me è un onore immenso ballare al suo fianco, le devo tantissimo!».


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