Truffa aggravata: sequestrati oltre 21milioni di euro.
Indagini al via dal novembre 2024
Sequestro preventivo di oltre 21milioni di euro da parte del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Brescia e del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria nei confronti di un intermediario finanziario milanese e di una società bresciana operante nel settore della consulenza finanziaria.
Le indagini hanno preso il via nel novembre 2024 e avevano portato all’applicazione di misure volte a limitare la libertà dell’amministratore della società bresciana in questione in via cautelare ed anche la sua possibilità di azione su beni mobili o immobili, andando di fatto a bloccare la sua disponibilità su cose pertinenti al reato o a garantire crediti. L’amministratore avrebbe infatti ottenuto in modo illegale tre prestiti dal Fondo centrale di garanzia a favore delle Pmi del Microcredito Centrale.
Cosa è emerso
É stato quindi scoperto come, di fatto, i prestiti erano stati erogati da un istituto di credito milanese specializzato nella concessione di crediti assistiti dallo Stato per il tramite di Microcredito centrale: si tratta, in buona sostanza, di finanziamenti garantiti alle piccole imprese. Le Fiamme Gialle hanno poi esteso le verifiche con perquisizioni anche nella realtà milanese anche ad altri finanziamenti dello stesso tipo e ne ha individuati 370 per un totale di 411.390.830 euro. Ne è scaturito un danno potenziale per il Microcredito centrale e, quindi, per lo Stato italiano. Da qui la richiesta di un sequestro preventivo sia delle somme già erogate da Mcc sia delle ulteriori che tale istituto avrebbe dovuto versare alla banca milanese conseguentemente alle fidejussioni prestate. Il danno finora accertato è pari a 4,2 milioni di euro in relazione alle garanzie effettivamente escusse, mentre altri valori, per circa 17 milioni, sono stati sottoposti a sequestro per impedire l’escussione di nuove garanzie.
Truffa aggravata
É stato quindi disposto il sequestro preventivo di 4,2 milioni di euro nei confronti della banca milanese e di circa 470 mila euro nei confronti della società di intermediazione bresciana; e il sequestro preventivo c.d. “impeditivo” dei diritti di credito vantati dalla banca milanese nei confronti di Medio Credito Centrale, in relazione ai contratti di finanziamento stipulati tra la banca e 9 società nei quali è intervenuta l’intermediazione della società di consulenza finanziaria bresciana, per circa 17 milioni (si tratta, in particolare, dell’importo delle garanzie non ancora oggetto di escussione).