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Tre «tavolette enigmatiche» riemergono dal sito del Lucone

Il direttore del Museo Archeologico della Vallesabbia Marco Baioni ha presentato gli ultimi ritrovamenti

Tre «tavolette enigmatiche» riemergono dal sito del Lucone

Nuovi ritrovamenti nel sito palafitticolo del Lucone a Polpenazze del Garda: presentati i reperti risalenti a 4mila anni fa.

Sito del Lucone

In vista della chiusura della campagna di scavi 2026 nel sito de Lucone, il direttore degli scavi Marco Baioni (direttore del Museo Archeologico della Vallesabbia) ha presentato gli ultimi ritrovamenti insieme ai volontari e ai ricercatori che hanno preso parte alla campagna durata diversi mesi. Tra i ritrovamenti ci sono una lama in bronzo probabilmente appartenente ad un pugnale, una punta di freccia in selce, diverse tazzine e boccali oltre ad una conchiglia di Dentalium. Ma la scoperta sicuramente più interessante è quella si tre nuove «tavolette enigmatiche» ossia manufatti in argilla segnati da incisioni e impressioni dal significato ancora oscuro e misterioso. I reperti sono databili a oltre 4mila anni e restituiscono nuovi frammenti della vita delle comunità che abitarono l’area agli inizi dell’Età del Bronzo.

Reperti

Presente anche il consigliere regionale e presidente della Commissione Agricoltura, Montagna e Foreste di Regione Lombardia Floriano Massardi. «Con grande emozione ho partecipato alla presentazione pubblica dei risultati della nuova campagna di scavi archeologici (sostenuta anche da Regione Lombardia) presso il sito palafitticolo del Lucone a Polpenazze del Garda, antica conca con caratteristiche uniche, tali da essere inserita dal 2011 nella lista del Patrimonio dell’umanità dell’Unesco – ha dichiarato Massardi – Ritornare al Lucone significa davvero compiere un viaggio nel tempo, ripercorrendo le orme di una comunità che abitava questi luoghi agli inizi dell’Età del Bronzo, e poter godere di nuove eccezionali scoperte che ci raccontano la quotidianità, gli scambi, il lavoro di chi abitava il nostro territorio più di 4mila anni fa. Si tratta di una campagna di respiro internazionale, sia per l’importanza del sito, sia per la presenza di studiosi e volontari da Croazia, Francia, Germania, Moldavia, Algeria, Cina, Egitto, Iran e Tunisia, guidati dal direttore degli scavi Marco Baioni, che ringrazio per la sua infaticabile opera: hanno infatti visto nuovamente la luce tre nuove ‘tavolette enigmatiche’, manufatti in argilla segnati da incisioni e impressioni (forse simbolo di antichi scambi e contabilità), una rara lama in bronzo probabilmente appartenente a un pugnale, una punta di freccia, tazzine e boccali, una conchiglia di Dentalium e persino elementi in ‘faience’, antica maiolica.Come esponente istituzionale del territorio, condivido l’entusiasmo che pervade ricercatori e volontari che custodiscono e studiano questo antico bacino e confermo l’impegno affinché Regione Lombardia prosegua nel sostenere la ricerca e la valorizzazione del sito del Lucone quale vero e proprio luogo-simbolo della nostra identità» ha concluso il consigliere Massardi.