Traffico illecito di rifiuti 7 aziende coinvolte e 13 indagati

I rifiuti per cui si indaga sono rifiuti ferrosi rottami e rifiuti legati al comparto delle acciaierie provenienti anche dall'estero.

Traffico illecito di rifiuti 7 aziende coinvolte e 13 indagati
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Traffico illecito di rifiuti 7 aziende coinvolte e 13 indagati nelle provincie di Firenze, Livorno, Taranto, Brescia e  Bergamo, sei le regioni italiane coinvolte.

Le forze in campo

100 Carabinieri Forestali, con la collaborazione di personale della Sezione di PG dell’ARPAT, dell’Agenzia delle Dogane e della Capitaneria di Porto, hanno dato esecuzione ad un’attività delegata dalla DDA della Procura della Repubblica di Firenze per i reati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti (art. 260 Dec. lgs. 152/2006) e associazione a delinquere (art. 416 cp). 13 le persone indagate e 7 aziende coinvolte.

 Le indagini

Carabinieri forestali hanno eseguito un’attività delegata dalla DDA della Procura della Repubblica di Firenze per i reati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti (art. 260 Dec. lgs. 152/2006) e associazione a delinquere (art. 416 cp). I rifiuti per cui si indaga sono rifiuti ferrosi rottami e rifiuti legati al comparto delle acciaierie (dichiarati illecitamente come materie prime secondarie o come rifiuti non pericolosi) provenienti anche dall’estero. Alcune imprese dichiaravano operazioni di recupero mai effettuate. Per una azienda della Toscana, si procederà per traffico illecito di rifiuti costituiti da scaglia di laminazione, carbone fossile, coke, ilmenite. I soggetti coinvolti operano nelle provincie di Firenze, Livorno, Taranto, Brescia e  Bergamo. Il traffico è sia sul territorio nazionale che in ingresso verso l'Italia dall'estero.

Chi è coinvolto

Nel complesso, nell’ambito dell’attività di PG sono indagati 13 soggetti e coinvolte 7 imprese. I militari hanno operato tramite perquisizioni e ispezioni in sei regioni: Lombardia, Campania, Puglia, Liguria, Lazio e Toscana. L’attività è codelegata tra Nipaaf (Nuclei Investigativi di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale) dei Carabinieri Forestale, che hanno operato con la collaborazione di circa 100 militari e la Sezione di PG dell’ARPAT. Per alcune attività è codelegata l’Agenzia delle Dogane che ha messo a disposizione 15 unità di personale e la Capitaneria di Porto. Tra i provvedimenti emessi dall’A.G. ci sono anche alcune perquisizioni a commercialisti delegate al GICO della Guardia di Finanza.

I reati

I reati contestati agli indagati sono per avere, in concorso tra loro con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, allestito ed organizzato attività continuative di cessione, ricevimento, trasporto, comunque di gestione abusiva, di ingenti quantitativi di rifiuti speciali anche pericolosi, mediante l’insieme delle condotte messe in opera sia degli addetti agli impianti, attraverso una abusiva miscelazione di rifiuti pericolosi e trasporto e conferimento dei medesimi declassificati a rifiuti non pericolosi o a materie “prime seconde” e o a merci, da parte di soggetti non abilitati,  in quanto autotrasportatori non in possesso della necessaria iscrizione abilitante l’attività di trasporto di rifiuti speciali pericolosi.

 

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