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Traffico di rifiuti metallici e fatture false: in manette due imprenditori

Uno dei due è residente a Bagnolo Mella. Il traffico illecito di rifiuti metallici si svolgeva in due aziende ubicate a Castenedolo e Montichiari.

Traffico di rifiuti metallici e fatture false: in manette due imprenditori
Montichiari, 21 Novembre 2020 ore 10:50

L’operazione è stata condotta dai Carabinieri Forestali. Sono coinvolti anche altri quattro soggetti operanti nel settore del recupero di rottami.

Traffico di rifiuti metallici e fatture false

I Carabinieri Forestali della Stazione di Vobarno, al termine di un’articolata indagine iniziata nell’aprile 2019 e coordinata dai Sostituti Procuratori della Repubblica Ambrogio Cassiani e  Mauro Leo Tenaglia, hanno dato esecuzione in data odierna all’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari con cui si dispone la custodia cautelare agli arresti domiciliari per due soggetti residenti nei Comuni di Roé Volciano e Bagnolo Mella, ritenuti responsabili di aver emesso tramite delle società “cartiere” centinaia di fatture per operazioni inesistenti, dell’importo complessivo di circa 19 milioni di euro.

Aziende a Castenedolo e Montichiari

Una parte di tali fatture false, i cui proventi venivano trasferiti in plurimi conti correnti accesi in Ungheria, in Croazia e nella Repubblica Slovacca, veniva emessa per “coprire” un traffico illecito di rifiuti metallici che si svolgeva in due aziende ubicate nei Comuni di Castenedolo e Montichiari, gestite da altri quattro imprenditori indagati a piede libero per tale eco-reato nonché per il delitto di autoriciclaggio: i militari della Stazione Carabinieri Forestale di Vobarno hanno infatti documentato che presso questi ultimi due stabilimenti venivano conferite “in nero” centinaia di tonnellate di rifiuti metallici da parte di molteplici soggetti non autorizzati, che venivano gestiti abusivamente per poi essere rivenduti a terze imprese, accompagnati da false certificazioni attestanti l’avvenuto recupero dei rifiuti in realtà mai eseguito.

La complessa attività investigativa, nella quale hanno prestato supporto anche le Stazioni Carabinieri Forestali di Brescia, Breno, Edolo, Iseo e Marcheno nonché il N.I.P.A.A.F. di Brescia per il monitoraggio degli spostamenti di centinaia di carichi di rifiuti, l’analisi di migliaia di operazioni bancarie e l’esecuzione di perquisizioni e sequestri in varie aziende delle Province di Brescia e Sondrio, ha consentito anche di identificare e deferire all’Autorità Giudiziaria numerosi trasportatori che rifornivano illecitamente di rottami le aziende incriminate per il traffico di rifiuti, alle quali viene contestata anche l’omessa esecuzione dei controlli radiometrici obbligatori sui rottami metallici.

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