Stefano Corti de Le Iene morso da una zecca, curato all’ospedale di Gavardo.
In cura a Gavardo: Stefano Corti de Le Iene morso da una zecca
Una decina di giorni difficili dopo il rientro da un viaggio in Africa: febbre, dolori alle ossa e molta stanchezza. In un primo momento pensava fosse una conseguenza dovuta alla fatica del viaggio. Poi la lacerazione alla gamba ma che poteva rifarsi ad un pelo incarnito ed infine la diagnosi. Il tutto causato da un morso di zecca. La diagnosi direttamente dall’ospedale di Gavardo dove Corti si è rivolto dopo giorni di febbre alta fino a 39.5 e dolori, una vicenda che avrebbe potuto avere risvolti più seri ma, presa in tempo, è stata risolta:
“Mi si è gonfiato un linfonodo e sono andato a fare un’ecografia. Da qualche giorno avevo anche dolori alle ossa, fiato corto e una forte spossatezza, ma li avevo attribuiti alla stanchezza dopo giorni molto intensi – ha raccontato – .Questa settimana però è peggiorato tutto. Sono iniziati i brividi e poi è arrivata anche febbre altissima, fino a sfiorare i 40. Sono andato al pronto soccorso nel cuore della notte, spiegando ai medici che ero appena rientrato dall’Africa e che ero stato anche in zone dove la malaria è presente, anche se non era il periodo di maggiore attività delle zanzare. L’infettivologa ha riconosciuto subito il problema. La diagnosi è stata di rickettsiosi trasmessa da una zecca, un’infezione batterica che, se non riconosciuta e trattata in tempo può diventare anche seria”.
E poi il consiglio:
“Dopo in viaggio, soprattutto se si è stati a contatto con la natura, non sottovalutate mai sintomi come febbre, brividi o lesioni cutanee. Raccontare ai medici dove siete stati può fare la differenza”.
Le parole di Asst Garda
La Asst Garda, della quale il presidio di Gavardo fa parte insieme agli ospedali di Desenzano del Garda, Lonato del Garda, Manerbio, Leno, Gavardo, ospedale civile di Salò e presidio territoriale di Prevalle, na ha dato notizia sui suoi canali social.
“Troppo spesso la sanità fa notizia solo per le difficoltà quotidiane, ma la realtà è fatta di professionisti che, ogni giorno e con immensa dedizione, lavorano dietro le quinte per la salute di tutti noi – hanno tenuto ad evidenziare –
La sua testimonianza é la dimostrazione concreta che anche i presidi spoke (un presidio “spoke” è una struttura medica locale. Fa parte di una rete sanitaria più grande ndr), con la loro dimensione a misura d’uomo, sanno esprimere livelli di cura e di assistenza di grandissima qualità ed eccellenza. A Stefano vanno i nostri migliori auguri di pronta e completa guarigione! Ringraziamo di cuore lui per aver condiviso la sua esperienza e, soprattutto, tutto il personale del nostro ospedale che ogni giorno mette competenza e umanità al servizio del territorio”.