Rimborsopoli

"Spese pazze" in Regione Lombardia: condanne confermate in appello

Il Collegio ha però accolto le richieste di patteggiamento di 10 imputati. Alcune pene sono state inoltre rideterminate al ribasso per avvenuta prescrizione.

"Spese pazze" in Regione Lombardia: condanne confermate in appello
Cronaca Sebino e Franciacorta, 14 Luglio 2021 ore 11:33

L'impianto accusatorio che nel gennaio 2019 aveva portato alla condanna, in primo grado, di 51 esponenti politici nell'ambito dell'inchiesta sulle "spese pazze" in Regione Lombardia, è stato confermato anche in secondo grado. Non ci sono stati stravolgimenti, dunque, martedì 13 luglio davanti alla Corte d'Appello di Milano, nella vicenda sui rimborsi illeciti che ha coinvolto anche sette bresciani. Tuttavia, il Collegio presieduto da Rosa Polizzi ha accolto dieci richieste di patteggiamento; sono inoltre state rideterminate, al ribasso, alcune condanne per l'avvenuta prescrizione dei reati riferiti al 2008.

"Spese pazze" in Regione: condanne confermate

Tra gli imputati che hanno scelto la strada del patteggiamento ci sono ad esempio l'ex consigliere di Forza Italia Nicole Minetti, che in primo grado era stata condannata a un anno e 8 mesi e ha patteggiato una pena di 13 mesi (da aggiungere a quella da scontare per il processo Ruby, arrivando complessivamente a 3 anni e 11 mesi) , e Alessandro Colucci, deputato di Noi con l’Italia eletto nel collegio uninominale di Palazzolo sull’Oglio, che ha patteggiato 1 anno, 8 mesi e 20 giorni. Per il resto è stato confermato tutto l'impianto accusatorio, ma l'avvenuta prescrizione dei reati riferiti al 2008 ha comportato la rideterminazione, al ribasso, delle pene per diversi esponenti politici: è il caso, ad esempio, del clarense Enio Moretti, che in primo grado era stato condannato a 2 anni e 9 mesi ed ora dovrà scontare 2 anni e 8 mesi. Tuttavia, per Stefano Maullu, ex consigliere di Forza Italia passato ai Fratelli d'Italia (è europarlamentare) l'avvenuta prescrizione dell'annata 2008 ha esaurito l’intera accusa a suo carico, e per lui il processo si è concluso con un non luogo a procedere. La condanna più pesante resta quella dell'ex capogruppo della Lega Stefano Galli (4 anni e 2 mesi). Confermati i 2 anni e 6 mesi per Renzo Bossi, il figlio del fondatore della Lega Umberto Bossi.

Coinvolti sette esponenti bresciani

Tra i bresciani coinvolti, oltre al clarense Enio Moretti, Gianmarco Quadrini dell’Udc (1 anno e 11 mesi), Pierluigi Toscani ex vicesindaco leghista di Rovato (1 anno e 8 mesi), Monica Rizzi, ex assessore della Lega (2 anni e 1 mese), Alessandro Marelli del Carroccio (1 anno e 9 mesi), Margherita Peroni, ex assessore di Forza Italia (1 anno, 7 mesi e 15 giorni) e Vanni Ligasacchi di Forza Italia (1 anno e 5 mesi). GIà annunciato il ricorso in Cassazione contro la sentenza d'appello.

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