Spedali Civili di Brescia: finta sordomuta ricatta pazienti e familiari dicendo di voler aprire un centro per bambini poveri.
Finta sordomuta tenta la truffa agli Spedali Civili
La donna, una 26enne romena senza fissa dimora e con numerosi precedenti, è stata arrestata nei giorni scorsi dagli agenti della Polizia di Stato: già destinataria di due fogli di via obbligatori dai comuni di Rimini e di Verona, la 26enne si trovava tra i corridoi degli che accedono al Pronto Soccorso degli Spedali Civili quando ha avvicinato un agente. Fingendosi sordomuta, ha esibito un documentazione con tanto di loghi relativi al mondo della disabilità, tra cui il simbolo “Tourisme & Handicap” e la bandiera italiana, sormontati dalla dicitura in grassetto:“Certificato regionale per persone non udenti e fisicamente disabili e desideriamo aprire un centro internazionale per bambini poveri grazie mille” integrato da una tabella recante firme e importi fittizi di presunte donazioni già effettuate.
Da finta sordomuta alla confessione…a voce
Il Poliziotto, insospettito, si è fatto consegnare la certificazione ed il foglio firme, ha quindi condotto la donna all’ufficio della Polizia di Stato all’interno dell’ospedale. Qui la 26enne ha smesso di fingere, tornando a parlare: ha confessato di aver redatto personalmente le diciture sul foglio e di aver apposto le firme contraffatte per “ricattare emotivamente” pazienti e loro famigliari ad effettuare donazione di denaro.
I controlli effettuati all’interno della Banca Dati del Ministero dell’Interno hanno permesso di verificare come la donna fosse da tempo conosciuta dalle Forze di Polizia oltre che essere destinataria di numerose denunce di reato relative a truffe commesse con le stesse modalità. Non poche, inoltre, le violazioni ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria e delle autorità di pubblica sicurezza. La 26enne è stata quindi arrestata per tentata truffa aggravata, in quanto effettuata all’interno di un ospedale e quindi facendo leva sulla fragilità emotiva degli utenti.
La misura adottata dal Questore
La donna, secondo quanto stabilito dal Questore della Provincia di Brescia Paolo Sartori, non potrà fare ritorno nel comune di Brescia per i prossimi tre anni. In caso di violazione la 26enne potrà essere condannata fino ad un anno e mezzo di reclusione ed alla multa di 10mila euro. Sempre il Questore ha dato il via alle procedure finalizzate all’espulsione.
“Le truffe, specialmente se commesse presso Strutture Sanitarie, rappresentano una forma di reato particolarmente odiosa, poiché colpiscono solitamente le fasce più deboli e sensibili della popolazione, approfittando della condizione di fragilità emotiva delle persone, inducendo l’utente ad affidarsi con maggiore serenità ad iniziative a finalità sociali, di solidarietà e connesse al mondo della disabilità, ritenendole legittime e autorizzate – ha ribadito il Questore della Provincia Autonoma di Brescia Paolo Sartori –. Per questo motivo la Polizia di Stato è da sempre attenta riguardo a questo fenomeno delinquenziale, e le iniziative di informazione e sensibilizzazione sull’argomento, attuate oramai da tempo in ambito nazionale, sono particolarmente efficaci nel contribuire ad accrescere il livello di consapevolezza, fornendo nel contempo alle potenziali vittime un valido contributo per consentire loro di riconoscere le truffe e denunciarle tempestivamente”.