Solidarietà dopo il raid nazista nel bar

Associazioni e partiti hanno espresso la loro vicinanza a Madiha, titolare del bar Casablanca di Rezzato

Solidarietà dopo il raid nazista nel bar
Brescia, 28 Gennaio 2020 ore 11:51

Dalla Franciacorta a Brescia città, tanti esponenti politici e movimenti hanno espresso la loro solidarietà alla titolare del bar colpito da un raid vandalico di matrice nazista. Un fatto già grave di per sé e ancor più inaccettabile perché avvenuto in concomitanza con la Giornata della memoria.

La vicinanza del centro sociale 28 maggio di Rovato

Dal centro sociale 28 maggio di Rovato “piena solidarietà e vicinanza alla titolare del bar preso di mira da un raid razzista e sessista firmato con una svastica e croci celtiche disegnate sul pavimento. Condanniamo con nettezza questo atto vile e fascista. Un segnale chiaro non solo contro la titolare del bar che come unica colpa ha quella di essere di origini marocchine, ma che rimanda anche alla ricorrenza di oggi dedicata alla Giornata della memoria, che ricorda al mondo le sofferenze e le privazioni che il fascismo e il nazismo hanno provocato e tutte le nefaste conseguenze del razzismo innalzato a ideologia”. Per il circolo “in questa fase storica dove la memoria viene soppiantata dalla falsità, sembra che ognuno possa dire, fare o scrivere ogni cosa e agire senza più nessuna regola, nessuna morale, nessuna memoria né conoscenza. Le continue incitazioni all’odio fatte da esponenti del mondo della politica che hanno anche ricoperto importanti cariche istituzionali danno l’indicazione della strada che abbiamo intrapreso come collettività. L’indifferenza generale e la rassegnazione fanno sì che atti di intimidazione di questa portata continuino a palesarsi sul nostro territorio. Dobbiamo riprendere in mano il testimone dei vecchi partigiani e vigilare costantemente impedendo che questa deriva si allarghi sempre di più”.

Una “vile aggressione” per Rifondazione comunista

La federazione di Brescia di Rifondazione Comunista ha espresso solidarietà a Madiha, titolare del bar Casablanca di Rezzato per “la vile aggressione subita dal suo locale fatto oggetto di devastazione aggravata da ingiuriose scritte razziste e sessiste, inequivocabilmente firmate con una svastica. Un vile attacco a una donna, cittadina italiana, nata in Italia con la sola colpa di essere di origini marocchine e per questo fatta oggetto di violenza,frutto della incoltura che diverse forze politiche vorrebbero imporre nel nostro nel territorio. Se gli autori di questo gesto pensano di intimorire qualcuno, sbagliano i loro calcoli. La Storia non si cambia. Noi saremo domani all’aperitivo di solidarietà con Madiha e continueremo a batterci con tutti i cittadini/e che non si piegano alla barbarie del razzismo e del sessismo e lottano per una società di eguali. Antifascisti/e sempre”.

Le parole di Ferdinando Alberti (M5s)

“Desidero esprimere tutta la mia vicinanza a Madiha, la ragazza bresciana che questa notte ha visto il suo bar di Rezzato vandalizzato da ignoti: infatti alcuni hanno infranto le vetrine del bar, sono entrati ed hanno scritto insulti e disegnato una svastica sul pavimento, oltre ad aver provocato altri danni al locale – ha commentato Ferdinando Alberti, consigliere regionale del Movimento cinque stelle – Fatti come questi sono da condannare e non posso che auspicare che i responsabili vengano al più presto individuati dalle forze dell’ordine. Le ragioni per cui alcune persone fanno questo sono due: la paura e l’ignoranza; la seconda che fa da benzina alla prima. Chi compie questi gesti si sente evidentemente un eroe, ma non è nulla più che un essere impaurito che sfoga le proprie angosce contro chi egli reputa diverso. Ma non esistono diversi nell’umanità”.  Per Alberti “dobbiamo combattere questo pensiero con l’istruzione ma soprattutto facendola finita con propagande e metodi di informazione che alimentano la paura, sotto tutti i punti di vista, nei cittadini. E occorre sempre rivivere la memoria, di ciò che è successo nel passato in modo che non si ripeta. Proprio oggi (lunedì 27 per chi legge) ricorre la Giornata della Memoria, in ricordo di tutte le vittime dell’odio razziale nazista. La coincidenza di questi fatti rende ancora più brutale l’aggressione al bar di Madiha. Spero vivamente che Madiha trovi la forza di continuare nella gestione del locale e non smetta, e può trovarla soprattutto se la cittadinanza bresciana le si dimostra vicino e dalla sua parte. Se Madiha smette, è una sconfitta per tutti i bresciani”.

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