Soiano non approva la modifica allo statuto dell’Unione Comuni Valtenesi

Voto contrario dalla minoranza per la modifica che faciliterebbe lo scioglimento dell'Unione

Soiano non approva la modifica allo statuto dell’Unione Comuni Valtenesi
Garda, 01 Febbraio 2020 ore 17:52

Soiano non approva in Consiglio la modifica allo statuto dell’Unione Comuni Valtenesi.

Soiano non approva la modifica allo statuto dell’Unione Comuni Valtenesi

Questa mattina in Consiglio comunale a Soiano tre dei sei punti all’ordine del giorno riguardavano l’Unione Comune Valtenesi. I quattro comuni appartenenti all’Unione (Padenghe, Manerba, Soiano e Moniga) infatti devono votare in Consiglio la modifica dello statuto che permetterà lo scioglimento dell’ente. Lunedì sera la modifica è stata approvata in Consiglio a Manerba e questa mattina toccava a Soiano. Con il voto contrario dei tre consiglieri di minoranza e l’assenza di un consigliere di minoranza, il punto non è stato approvato. Mancata approvazione anche per gli altri due punti che riguardavano l’Unione, ossia la revoca del servizio di gestione in convenzione per turismo, cultura e biblioteca e la revoca del servizio di gestione in convenzione per viabilità e servizi manutentivi.

Soiano a 360°

«Il bilancio che posso formulare come capogruppo dell’Opposizione in merito all’Unione dei Comuni della Valtenesi non può che essere positivo in termini di collaborazione, risparmio economico sui servizi erogati alla collettività e di posizione privilegiata nell’ottenimento di finanziamenti regionali, statali ed europei. Questo è oggettivamente innegabile – ha spiegato il capogruppo di minoranza Riccardo Bianchi – Come tutte le cose, anche i paesi cambiano nel tempo, e con loro anche le Amministrazioni che li governano. Oggi ci sono problematiche diverse rispetto a quelle che c’erano quando è stata costituita l’Unione, e tutto ciò ha portato alla diffusione di un pensiero comune a molti amministratori locali, che affermano, certamente anche in un’ottica di comprensibile campanilismo, che tutti i problemi debbano essere affrontati e risolti solo a livello comunale, considerando la Valtenesi solo come una fonte di ulteriore burocrazia, di appesantimento dei procedimenti e di duplicazione dei costi. La recente decisione di altri comuni di recedere dalla Valtenesi conferma le ragioni di questa visione limitata nonché della notevole e progressiva distanza fra questa Unione e i suoi cittadini che non hanno ancora piena consapevolezza di cosa rappresenti l’Enione come Ente locale sovracomunale. Ritengo doveroso ribadire che noi non siamo per l’Unione dei burocrati, però siamo anche diversi da chi dice che va tutto bene così e, per questo, non vogliamo limitarci a proporre soluzioni semplicistiche a problematiche evidentemente complesse e articolate. È vero, l’Unione ci impone il rispetto di numerosi obblighi, ma è altrettanto vero che grazie ad essa possiamo sovvenzionare tantissimi dei nostri progetti e delle nostre idee: ricordo, a puro titolo esemplificativo, il bando regionale che ci ha permesso, come unione, di partecipare e di vincere il bando sulla sorveglianza, che ci ha consentito di avere le telecamere che oggi tutti noi possiamo vedere ai varchi dei comuni. Questo risultato, considerata l’impostazione del bando e i requisiti richiesti, non si sarebbe sicuramente raggiunto partecipando come Ente singolo. Bisognerebbe considerare come prioritaria la volontà dei cittadini di risolvere i problemi: l’Unione ha dei problemi? Vero. Anche i Comuni hanno i loro problemi? Altrettanto vero. Ma chi, se non noi amministratori, è stato eletto apposta per risolverli?
Qui si tratta di dare delle risposte concrete ai cittadini, non possiamo semplicemente distruggere un’Unione che, tra le altre cose, è anche un soggetto privilegiato agli occhi dello Stato centrale. Avere nel nostro gruppo una figura come quella di Paolo, uno dei “padri fondatori” dell’Unione dei comuni della Valtenesi, che ancora oggi manifesta la convinzione positiva di questo Ente e delle sue molteplici potenzialità, mi ha consentito di conoscere delle dinamiche che magari diamo per scontate, ma che senza unione effettivamente non avremmo. Penso a tutta una serie di benefit di cui godiamo a livello di contabilità, in quanto non assoggettabili, o comunque in via parziale e meno stringente rispetto al comune, ai vincoli finanziari e di spesa di personale. Penso al servizio della polizia locale 24 ore su 24, un servizio che sarebbe impensabile considerando che mai si potrebbe avere la possibilità di avere a disposizione circa venti agenti sul territorio, nemmeno sommando il personale di polizia urbana di tutti i comuni disuniti e questo proprio grazie al favore del legislatore nei confronti delle unioni. Tutte le posizioni dei paesi dell’Unione dovrebbero essere condivise, sia tra di loro, sia nelle relazioni con gli Enti intermedi, ad esempio la Provincia, dove la Valtenesi ha sempre avuto un suo Consigliere, e con questa uscita si rischierebbe di non avere più una rappresentanza a livello territoriale. Lasciando da parte i personalismi, bisognerebbe lavorare insieme per essere davvero l’ago della bilancia, soprattutto a livello di promozione e valorizzazione turistica, nella zona del basso Garda. Il futuro dell’Unione dipende quindi dal coinvolgimento dei cittadini quali fruitori finali dei servizi, in un progetto che ci ha regalato, negli anni passati, centinaia di migliaia di euro di contributi, l’estinzione o l’attivazione a tassi vantaggiosi dei mutui e tutta una serie di privilegi in ordine agli appalti pubblici consentendo di raggiungere e realizzare  economie di scala impensabili a livello comunale».

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