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Smog, 32 millioni per il bacino padano

Smog, 32 millioni per il bacino padano
Cronaca 10 Giugno 2017 ore 10:44

Trentadue milioni di euro per arginare il fenomeno smog nel bacino padano. E’ quanto prevede il “Nuovo accordo di programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell'aria”, firmato a Bologna, alla vigilia del G7 Ambiente, dal ministero dell'Ambiente e dalle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto.

L’intesa prevede misure strutturali omogenee da attuare nelle quattro regioni: regole di accesso alle Ztl, car-sharing, mobilità ciclo-pedonale, distribuzione diffusa di carburanti alternativi, limitazioni alla circolazione. L’obiettivo è intraprendere azioni efficaci in un'area di oltre 23 milioni di residenti (il 40% della popolazione italiana).

Sedici i milioni stanziati dal ministero: otto per gli incentivi economici per la sostituzione dei veicoli più inquinanti; gli altri otto per ridurre l'inquinamento prodotto dalle attività agricole e zootecniche, promuovendo le buone pratiche.

"E' un accordo importante – ha commentato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Per la prima volta le Regioni che insistono sulla Pianura Padana hanno concordato misure omogenee e integrate e qui a Bologna hanno assunto l’impegno di portare avanti ulteriori azioni comuni per migliorare la qualità dell'aria e della vita”.

Un altro evento significativo tra quelli organizzati nel contesto del G7 Ambiente è stato oggi il tavolo interreligioso internazionale sui cambiamenti climatici. "Nel ricco cartellone delle iniziative legate al G7 - ha evidenziato il ministro - mi sono accorto che molto spazio era dedicato ai mezzi e poco al fine. Allora siamo partiti dalle parole del Papa, il quale sostiene che degrado umano e ambientale vanno di pari passo. E' importante capire che quando parliamo di difesa dell'ambiente non ci sono ricchi e poveri, ma bisogna stare tutti insieme”.

Proprio per questa ragione, come ha osservato Galletti, al G7 Ambiente saranno presenti anche i ministri dei paesi africani e delle piccole isole del Pacifico. “Senza di loro – ha concluso il ministro – non possiamo vincere la partita”.


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