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Smantellata rete di prostituzione asiatica in tutto il Nord Italia

Smantellata rete di prostituzione asiatica in tutto il Nord Italia
Cronaca 06 Dicembre 2016 ore 17:24

Anche i carabinieri di Desenzano protagonisti dell'operazione Freccia Gialla, che ha smantellato una ramificata organizzazione asiatica che gestiva case d'appuntamento in tutto il Nord Italia.

L'indagine, sviluppata dall’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Mestre, è arrivata a conclusione questa mattina alle prime luci dell'alba, quando i militari di Mestre, Milano, Rho, Treviglio, Chiari e Desenzano  hanno dato esecuzione ad una ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Venezia, che dispone 8 misure cautelari (di cui 7 di custodia in carcere e un obbligo di firma.

Si tratta di cinque cittadini asiatici e due italiani: Xiu Yumei (classe ’69), Qin Xiuxia (classe ’72), Ansuini Alessandro (classe ’71), Fang Yanhong (classe ‘82), Raffaldi Roberto (classe ’64), Liu Fen (classe ’68) e Yu Wenkuan (classe ’78). 

Le indagini di polizia giudiziaria, iniziate e condotte a partire dal luglio 2015 dai Carabinieri di Mestre sotto la direzione della Procura della Repubblica di Venezia, hanno consentito di identificare e deferire in stato di libertà circa 40 persone, tra prostitute clandestine e proprietari di appartamenti (sia di nazionalità italiana che cinese), che affittavano ai capi dell’organizzazione immobili dove poter svolgere gli incontri sessuali. E’ stata, pertanto, accertata la presenza sul territorio nazionale di una ventina di case di prostituzione nelle città di Chiaravalle (AN), Montemarciano (AN), Marcon (VE), Calcio (BG), Piacenza, Caronno Pertusella (VA), Milano, Cesano Maderno (MB), San Remo (IM), Fano (PU), Zogno (BG), Biella, Mandolossa (BS), Gallarate (VA) e Orte (VT). 

Al centro dell’inchiesta dei militari lo sfruttamento della prostituzione ai danni di giovani cinesi, attirate in Italia dalle connazionali con la promessa di un lavoro sicuro e successivamente intrappolate in “case d’appuntamenti”, dove erano spesso costrette a vivere in condizioni disumane, private di ogni libertà personale. A queste ragazze, attratte almeno inizialmente dalla prospettiva di avere una casa, cibo, comodità ed una certa sicurezza, veniva chiesto di vendere il proprio corpo ad una serie infinita di clienti, diversi per età, cultura, estrazione sociale. Ecco, quindi, che irretite da tali prospettive accettavano queste condizioni, diventando di fatto schiave di donne più anziane di loro, le quali anteponevano i loro guadagni ai rischi ai quali le prostitute potevano essere sottoposte (come eventuali malattie derivanti da rapporti non protetti, gravidanze indesiderate e malori). 


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