tRAGEDIA A CREMA

Si dà fuoco in un campo, donna muore mentre i curiosi riprendono la scena

La testimonianza shock della persona che ha provato a salvarla. Un caso simile era avvenuto anche a Palazzolo, nell'agosto del 2017: e anche lì, di fronte al dramma, non erano mancati commenti razzisti.

Si dà fuoco in un campo, donna muore mentre i curiosi riprendono la scena
Cronaca Brescia, 02 Agosto 2020 ore 07:00

Non ce l’ha fatta la donna che oggi, sabato 1 agosto, si è data fuoco in un campo in via Milano a Ombriano (Crema). E’ successo poco prima delle 13. Inutile ogni tentativo di salvarle la vita.

Si dà fuoco in un campo

Una scena incredibile e tremenda quella a cui hanno assistito alcuni passanti che oggi, poco dopo l’ora di pranzo, hanno visto una donna – le cui generalità non sono ancora state diffuse – cospargersi con il contenuto di una bottiglietta e poi appiccare le fiamme. Immediato il tentativo di un uomo di spegnere le fiamme utilizzando prima un asciugamano poi un estintore, ma purtroppo per la donna non c’è stato nulla da fare.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Crema e i soccorritori della Croce rossa di Crema, ma la donna è deceduta poco dopo. Sul posto gli agenti del Commissariato cittadino che dovranno ora cercare di ricostruire quanto accaduto e le motivazioni che hanno portato a un gesto così tragico.

La testimonianza shock

E’ il sindaco di Crema Stefania Bonaldi a diffondere, via social, la testimonianza di chi ha tentato di salvare la vita alla donna. Una testimonianza dura che punta il dito contro i curiosi che invece di intervenire sono rimasti a filmare la scena mentre una donna bruciava sotto i loro occhi.

“Buongiorno, una donna poco fa, al campo del Mezzo, si è data fuoco. Mentre passavo con mia moglie sono sceso subito dall’auto e ho cercato di spegnere quello che potevo con un asciugamano da palestra. La signora bruciava nel campo di fronte e io ero l’unico che cercava di fare qualcosa. In compenso una ventina di persone con il telefonino, che riprendevano la scena. Dopo minuti e minuti si è avvicinato uno con un estintore che non sapeva cosa fare. Ho spento tutto con l’estintore.
La signora penso sia morta, nonostante io continuavo a parlare cercando un respiro… alla fine i soccorsi sono arrivati dopo 15 minuti… ho provato anche io il 113-112 e rimanevo in attesa. Non so se si sarebbe salvata. Ma la gente con il telefonino dal parcheggio del Mezzo mi ha lasciato di sasso. Sono arrivati solo alla fine. Quando ormai avevo spento tutto.. per curiosità! Si parla di un essere umano, ma quelle persone con il telefonino cosa facevano, riprendendo???? Se fossi passato un paio di minuti prima, forse l’avrei salvata. Scrivo a lei perché è il primo cittadino di Crema e questo evento è successo nella sua, Nostra, città. So che lei non può far nulla… ma ho pensato a lei come primo cittadino per avvisarla per prima. Ho scritto a lei perché magari alcuni messaggi arrivano più forti dalla sua carica… Mi è spiaciuto che nessuno abbia avuto l’idea di intervenire prima…”.

Cosa siamo diventati?

“Non sappiamo ancora chi sia, questa povera donna, e non conosciamo bene le dinamiche di quanto accaduto. Saranno le Forze dell’Ordine a farci capire qualcosa in più. Ma la testimonianza di questo primo soccorritore, che passava in quel momento e si è fermato a porgere aiuto, è agghiacciante. La pubblico, d’accordo con colui che me l’ha mandata, per sollecitare la nostra riflessione. Comprendo che non tutti possano avere il sangue freddo e la prontezza per intervenire quando una persona si dà fuoco. Si può rimanere gelati dallo shock di quanto sta accadendo, anche coi 40 gradi di oggi. Ma se gli spettatori di questa tragedia hanno avuto la freddezza di prendere il telefonino ed immortalare la scena, anziché correre in aiuto o chiamare i soccorsi, allora dobbiamo farci delle domande. Serie e molto, molto urgenti. Cosa siamo diventati? E se quella donna fosse stata nostra figlia, sorella, moglie, madre? Cosa può renderci così insensibili e distaccati verso la sofferenza degli altri? Perché questa indifferenza? Un abbraccio a questo “buon samaritano”, che passava per caso e si è fermato a prestare aiuto, anche se evidentemente non è bastato, ed un pensiero pieno di dolore per questa donna. Non è un buon giorno, oggi, Crema”.

Era successo anche nel bresciano

Una tragedia simile era accaduta anche a Palazzolo sull'Oglio, nell'agosto del 2017 quando Rachik Mohammed, marocchino classe 1952 senza fissa dimora, si era cosparso il corpo di benzina dandosi fuoco. «L’ho visto bruciare davanti ai miei occhi. Faceva fatica a camminare, sembrava una torcia umana. Un’immagine che non dimenticherò mai»: con queste parole una dei testimoni aveva raccontato l’orrore.

Un gesto dettato dalla disperazione (il 65enne dal 2008 era rimasto senza permesso di soggiorno, gli avevano respinto la richiesta di rinnovo forse perché non aveva più un lavoro ed era malato) che però non aveva scosso gli animi di alcuni curiosi che davanti alla scena non avevano trattenuto commenti razzisti quali "perché l'hai aiutato? Tanto era marocchino".

Necrologie