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Sharyn Dassé: principessa del tiro a volo

Sharyn Dassé: principessa del tiro a volo
Cronaca 20 Maggio 2017 ore 17:39

A Montichiari per tutti Sharyn Dassè è la principessa del tiro a volo ma la giovanissima monteclarense ormai merita di gran lunga il titolo di regina, non già per l’età che è ancora verdissima (solo 15 anni) ma per gli straordinari risultati raggiunti ultimamente nella sua disciplina sportiva: il tiro a volo. È risultata infatti vincitrice al Secondo Gran Premio Settore Giovanile che si è tenuto il 9 aprile al Tav Umbriaverde di Todi, classificandosi prima fra ben 270 tra ragazzi e ragazze delle varie categorie, giunti da tutte le regioni italiane per gareggiare per la Fossa Olimpica. Il gruppo ragazzi della categoria Allievi di cui fa parte Sharyn contava 26 partecipanti, tutti battuti dalla giovanissima «pistolera monteclarense» con 66 piattelli centrati su 75 lanciati.

«È stata una grandissima emozione» ha raccontato «sono partita molto motivata ma non credevo di certo di raggiungere un tale risultato in quanto i partecipanti erano tantissimi, molto competitivi e preparati e, invece, è andato tutto alla grande e la felicità della vittoria è stata incontenibile. So che quello del tiro a volo può sembrare uno sport inusuale per una ragazza, soprattutto della mia età, ma io l’ho sentita una disciplina mia da subito, parte integrante della mia storia familiare. Il tutto è nato, infatti, osservando nonno Renato, cacciatore e tiravolista, e chiedendogli di poter provare a tirare con il suo fucile. Da subito ho messo in luce un’ottima mira, come mi hanno fatto notare i miei istruttori e una certa bravura nella concentrazione che mi facilità in uno sport che è attività di correlazione tra testa e corpo. Quello che è dunque iniziato per gioco si è trasformato presto in vera attività agonistica».

«Sharyn racconta a tutti di essere stata ispirata dal sottoscritto e di aver preso da me le sue capacità» interviene Renato Agliardi, fierissimo nonno materno della ragazza «ma io sono un tiravolista senza troppa attitudine e lei ha ben altra stoffa rispetto alla mia, messa in luce da subito con grande bravura. Un misto tra occhio e testa eccezionale, sicuramente non comune. Dopo qualche tiro con il sottoscritto, ha intrapreso un corso con l’istruttore Fausto Chitò, nel 2015,  e ha partecipato al titolo regionale “Tiro a volo Fossa Olimpica”, vincendo la gara e ottenendo la qualificazione per le nazionali che si sarebbero tenute a Cagliari, dove ha poi vinto la medaglia d’argento nelle gare singole riservate alla sua categoria e si è piazzata terza in coppia con il compagno Samuele Faustinelli nelle gare a squadra. Una soddisfazione enorme che mi rende fierissimo e che dimostra che non occorre essere un maschio per risultare eccezionale con il fucile. Sharyn ha un medagliere di tutto rispetto: sette medaglie d’oro, per citare solo i premi più importanti, ed è come se le avessi vinte tutte io.» «A causa del lavoro che faccio sono sempre fuori dall’Italia e purtroppo non posso seguire molto mia figlia nella sua attività sportiva» confida papà Mauro «ma ci pensa il nonno a farle da guardia del corpo, ammesso che ne abbia bisogno visto che spara meglio di lui. Io e mia moglie Ilenia, all’inizio, eravamo un po’ stupiti della scelta sportiva anticonvenzionale di Sharyn ma ora notiamo che nulla la rende più felice del suo Beretta calibro 12 e siamo contenti anche noi».

«Il tiro al piattello insegna concentrazione, disciplina e rispetto per le regole e mi fa piacere rendere fieri i miei familiari e soprattutto mio nonno che è il mio fan numero uno. Con questa vittoria a Todi passo di categoria entrando nei Juniores e ne sono felicissima. Chissà che un giorno non possa partecipare alle olimpiadi…ma m’impegno anche nello studio: frequento la scuola alberghiera a Desenzano e dedico il tempo libero alle mie amicizie, molte delle quali strette anche nell’ambito del tiro a volo.» Sharyn, insomma, è una ragazza normale con una mira eccezionale: in soli due anni ha già nel suo paniere oltre dieci medaglie e porta il nome di Montichiari un po’ in tutta Italia come una vera regina, che il proprio regno lo difende a suon di colpi di fucile.


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