Sfuggite all'Olocausto, le Silbermann tornano a casa dopo 80 anni

Una storia incredibile per non dimenticare

Bassa, 26 Gennaio 2019 ore 12:39

Sfuggite all'Olocausto, le Silbermann tornano a casa a Borgo San Giacomo dopo 80 anni. Sono state protagoniste dell'incontro che si è tenuto questa mattina all'auditorium Cassa Rurale ed Artigiana.

Sfuggite all'Olocausto, le Silbermann tornano a casa

Erano sfuggite all'Olocausto, ma sono tornate nella Bassa con l'intento di dire "grazie". Per ringraziare chi circa 80 anni fa, 77 per la precisione, le ha aiutate. Sono le sorelle Silbermann: Berta, Elena, Mina e Goldy. Sono tornate in quei luoghi dove trovarono solidarietà e oggi pomeriggio li andranno anche a visitare. A Borgo, questa mattina, protagoniste sono Goldy e Elena che stanno raccontando la loro storia. Il libro "The four of us" è già stato pubblicato in America. Forti come la roccia, non si sono perse l'evento nonostante ieri siano rimaste coinvolte in un incidente. Presente il sindaco di Borgo San Giacomo Giuseppe Lama, numerosi esponenti politici dei Comuni limitrofi e le Forze dell'ordine. "La famiglia Silbermann non dimenticherà mai. Chi salva una vita salva tutto il mondo", hanno concluso.

 

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La storia

La loro storia sembra la trama di un film. Di origine polacca, figlie di Abram Silbermann, e Debora Schaffer, Berta, all’epoca tredicenne (scomparsa nel marzo del 2018), Elena, 88 anni oggi ma all’epoca nove, Mina 87, all’epoca 8, e Goldy 84, ma ai tempi solo 5, sono emigrate dalla Polonia in Germania nel 1930 dove sono state costrette a fuggire alle atrocità naziste trovando rifugio da parenti a Milano. Le peripezie delle piccole Silbermann sono iniziate nell’agosto del 1940, con l’arresto del padre per propaganda contro la guerra e il suo conseguente internamento nel Campo di Concentramento di Ferramonti di Tarsia. La loro permanenza nel campo è stata relativamente breve perché il fato ha voluto per loro l’internamento al confino coatto a Borgo San Giacomo, e nel 1942 nella frazione di Acqualunga. Nella Bassa, a seguito di numerose peripezie, hanno trovato aiuto. E anche se poi la loro vita è continuata in America, non hanno mai dimenticato e portato nel cuore chi ha dimostrato tanta solidarietà.

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