CARABINIERI E POLIZIA LOCALE

Sfruttamento del lavoro, blitz a Palazzolo: 23 irregolari in un capannone, tra loro 8 minori

Sanzioni per oltre 100mila euro e una denuncia per sfruttamento del lavoro; il capannone è stato sequestrato mentre i bambini e i loro genitori sono stati affidati ai Servizi sociali

Sfruttamento del lavoro, blitz a Palazzolo: 23 irregolari in un capannone, tra loro 8 minori

Un capannone come tanti, apparentemente dismesso, in una zona silenziosa. Poi il blitz e la scoperta: 23 lavoratori irregolari, tra cui 8 minori tra gli 8 e i 16 anni, tutti privi di permesso di soggiorno e trovati all’interno di locali fatiscenti. È il bilancio dell’operazione condotta ieri, giovedì 12 febbraio, a Palazzolo sull’Oglio dai Carabinieri della Compagnia di Chiari, con il supporto della Polizia Locale e del Nucleo Ispettorato del Lavoro. L’intervento si è concluso con un arresto e una denuncia per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Sfruttamento del lavoro, blitz a Palazzolo: 23 irregolari, tra loro 8 minori

L’operazione rientra nelle attività di contrasto al fenomeno del caporalato e allo sfruttamento della manodopera clandestina. I militari sono intervenuti d’urgenza nella mattinata di ieri in un capannone nel quartiere San Giuseppe, dove risultava attiva una ditta individuale riconducibile a una cittadina rumena di 23 anni, residente a Crema. L’attività dichiarata era quella della produzione di guarnizioni e della lavorazione di materiali plastici, ma gli accertamenti hanno fatto emergere una situazione ben diversa, tra degrado e illegalità.

All’interno della struttura sono stati identificati 23 cittadini moldavi, tutti irregolari sul territorio nazionale, privi del permesso di soggiorno. A rendere ancora più grave il quadro è stata la presenza di 8 minori – bambini e ragazzi tra gli 8 e i 16 anni – nei locali adibiti a laboratorio.

Sanzioni per 100mila euro, denunciata la titolare

Nel corso dell’ispezione sono state riscontrate numerose violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, che si sono tradotte in sanzioni amministrative per più di 100mila euro e nella sospensione dell’attività. L’intero capannone è stato anche sottoposto a sequestro preventivo per le gravi carenze in materia di sicurezza e igiene.

Al termine degli accertamenti un cittadino moldavo classe 1995, già destinatario di un precedente provvedimento di espulsione, è stato arrestato per reintroduzione illegale nel territorio dello Stato. La titolare della ditta, classe, è stata denunciata per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 603-bis cp). Quando ai minori, assieme ai rispettivi genitori sono stati immediatamente presi in carico dai Servizi sociali del Comune di Palazzolo sull’Oglio: verranno collocati in strutture protette, oltre a essergli garantita l’assistenza del caso. Per gli altri cittadini irregolari sono state avviate le procedure presso la Questura, finalizzate alla regolarizzazione delle posizioni o all’allontanamento dal territorio nazionale.

Il commento del sindaco di Palazzolo

“L’operazione che ha portato alla scoperta di questa grave situazione di irregolarità all’interno di un capannone del nostro territorio rappresenta un risultato importante sul piano della legalità”, ha commentato il sindaco Gianmarco Cossandi a margine dell’intervento delle Forze dell’ordine. “Le indagini, partite da nostri accertamenti legati alla gestione dei rifiuti, hanno consentito di ricostruire un quadro ben più ampio, fino all’intervento conclusivo delle autorità competenti. Una situazione emersa grazie all’attività di verifica e monitoraggio avviata sul territorio dalla Polizia locale di Palazzolo sull’Oglio, che ha avuto un ruolo attivo nel percorso che ha portato allo smantellamento dell’attività irregolare, in sinergia con i Carabinieri e con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Questa operazione dimostra che la rete di vigilanza funziona, che le segnalazioni vengono approfondite e che quando emergono situazioni di illegalità si interviene con determinazione e con le opportune tempistiche (nessuna informazione è stata fatta diffusa prima per non interferire con le indagini). In attesa che l’attività investigativa faccia il suo corso, continueremo a sostenere ogni azione volta a tutelare la legalità, la dignità del lavoro e la protezione dei minori, con la consapevolezza che il presidio del territorio è un’attività quotidiana e concreta”.