Cronaca
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Senza fissa dimora al tempo del Covid

A raccontare la propria esperienza Mustapha, che ha perso casa e lavoro durante la pandemia.

Senza fissa dimora al tempo del Covid
Cronaca Montichiari, 24 Gennaio 2021 ore 18:47

di Marzia Borzi 

L’improvviso irrompere del Covid-19 ha comprensibilmente concentrato l’attenzione delle amministrazioni e dei cittadini sulla terribile pandemia e, di conseguenza, altri argomenti di pubblico interesse sono passati in secondo piano.

Quello delle problematiche che i migranti si trovano ad affrontare è uno di questi; problemi che non si sono affatto risolti negli ultimi mesi ma anzi, in un periodo di estrema emergenza come quello che la società si trova ad affrontare, rischiano piuttosto di peggiorare.

La storia di Mustapha

A raccontare la propria esperienza estrema è Mustapha, un 44enne originario del Marocco, che vive ormai da tempo a Montichiari  che ha perso lavoro e casa durante la pandemia, non ha fissa dimora e, nonostante il freddo, dorme qui e là nei parchi cittadini.

Orgoglioso e non ancora disposto a rinunciare al sogno che lo ha condotto anni fa in Italia, Mustapha non vuole affidarsi ad enti assistenziali, non pretende una casa gratuita ma spera piuttosto di trovare presto un lavoro e riprendersi la dignità della propria vita. 

«Sono in Italia dal 2002. Sono arrivato con un permesso di soggiorno dal Marocco, che ho ottenuto in breve tempo e mi ha concesso di trovare lavoro abbastanza facilmente. Mi occupavo generalmente di montaggi di materiale meccanico. L’ultimo lavoro l’ho svolto in una ditta con sede a Calcinato. L’arrivo del Covid, però, ha peggiorato le cose. Con la pandemia, infatti, ho perso il lavoro e così la possibilità di rinnovare il permesso di soggiorno. Da allora dormo dove capita: nei vari parchi cittadini, sotto una coperta che mi è stata regalata e come base metto alcuni cartoni che poi al mattino piego e ripongo sotto i cespugli in modo che nessuno me li tocchi. Le persone mi lasciano in pace, i monteclarensi sono brava gente. Non voglio la carità di nessuno né assistenza gratuita: voglio solo lavorare, anche domani se qualcuno ha qualcosa da offrirmi». 

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