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Senza barriere sul Pizzocolo grazie a Joelette

Buona la prima, anche oltre le attese

Senza barriere sul Pizzocolo grazie a Joelette
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Senza barriere sul Pizzocolo grazie a Joelette.

Senza barriere sul Pizzocolo

Buona la prima, anche oltre le attese. La scorsa domenica c’è stata la prima uscita con la Joelette, la speciale carrozzina che permette di trasportare in tutta sicurezza una persona anche su percorsi impervi. Così anche per i disabili che diversamente non potrebbero godere della bellezza dei monti toscomadernesi. L’idea è nata in seno all’associazione Amici del Pizzocolo e, per la prima assoluta, la meta non poteva che essere la montagna di casa. Un percorso tutt’altro che semplice, specialmente in alcuni punti, ma che una ospite della Fobap di Maclino ha potuto percorrere fino alla vetta.

«Inizialmente ero un po’ diffidente – ci ha detto Guido Bertoli, presidente dell’associazione – In realtà mi sono dovuto ricredere, sono molto soddisfatto».

Qualche dubbio quindi all’inizio c’era, specialmente in un’ascesa come quella del Pizzocolo. Altri gruppi che già da tempo sfruttano la Joelette, come il Cai di Gavardo e il Sat di Arco, hanno però spinto il gruppo a lanciarsi in questa avventura. Nei primi mesi dell’anno la carrozzella è stata acquistata dal Comune e successivamente sono state fatte delle prove in vista dell’escursione di domenica. Sono stati circa una quindicina i volontari che hanno dato una mano. Molti sono membri degli Amici, ma altri si sono presentati dopo aver scoperto di questa bella iniziativa dai social.

Bertoli racconta, non senza stupore, di come gli siano arrivate proposte non solo dal territorio. Il suo cellulare ha squillato e dall’altro capo del telefono si sono fatti avanti un ragazzo di Desenzano e persino uno di Marone. Entrambi hanno mantenuto la promessa data, contribuendo e godendosi anche una bella giornata in buona compagnia.

Una grande emozione

L’emozione di Bertoli si fa più intensa quando parla delle reazioni della ragazza portata sulla cima. Un’esperienza che non aveva mai vissuto e che mai avrebbe potuto vivere senza Joelette e senza tante persone disposte a dare una mano.

«A un certo punto mi ha detto che meritavamo un 110 e lode – dice sorridendo – Un voto che non ho mai preso in tutta la mia vita».

Un voto, però, meritatissimo. Le fotografie scattate dai presenti sono più che eloquenti: uno spettacolo unico per gli occhi, capace di toccare chiunque, si dispiega dal promontorio ai caratteristici contorni del Benaco.

E dopo l’emozione, la discesa. «Più difficile della salita» ci confida Bertoli. Perché scendendo bisogna fare molta attenzione a non prendere troppa velocità, o il passeggero rischia di arrivare a valle dopo qualche botta di troppo.

Riuscita questa ascesa, ce ne saranno altre e non solo sul Pizzocolo. La volontà del gruppo è infatti quella di consentire a tante persone di vivere quelle emozioni, di regalare una giornata unica. I volontari sono sempre ben accetti. Anche se sarà una fatica, la soddisfazione sarà impagabile. «Abbiamo donato tanto – conclude – ma abbiamo ricevuto di più».

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