DEPURATORE DEL GARDA

Sei mesi e tre ipotesi per il depuratore del Garda

Dopo le nuove linee d'indirizzo approvate dal Consiglio Provinciale

Sei mesi e tre ipotesi per il depuratore del Garda
Cronaca Garda, 11 Dicembre 2020 ore 09:30

Sei mesi e tre ipotesi per il depuratore del Garda e per mettere a fuoco una nuova soluzione. E’ questa la nuova scadenza posta sul progetto del depuratore del Garda, la maxi-opera di Comunità del Garda e Acque Bresciane che la scorsa settimana ha incassato una pesantissima battuta d’arresto in sede di Consiglio Provinciale, con la mozione del delegato al ciclo idrico Giovanni Battista Sarnico che è intervenuta sulle linee d’indirizzo di Aato, portando la localizzazione del depuratore in un Comune gardesano interessato dallo stesso impianto.

Sei mesi

I nuovi sei mesi di tempo, che puntano a maggio 2021, rappresentano lo spazio temporale per il quale Aato potrà e dovrà svolgere nuovi studi di fattibilità tenendo conto delle nuove linee d’indirizzo. Le strade principali su cui è possibile fare ipotesi, al momento sono tre: la prima è la conferma di Montichiari e Gavardo, in deroga alle linee d’indirizzo (è prevista la possibilità di deroga), ma sembra la meno percorribile, visto il largo dissenso tastato nei territori su cui si vorrebbe intervenire. La seconda ipotesi, è quella di ridiscutere l’opzione Peschiera: il depuratore - che attualmente depura tutti i reflui del Garda e scarica nel Mincio -, era al 50% di proprietà bresciana, ma non è ben chiaro con i due nuovi progetti di depurazione, cosa ne sia stato di quel 50%, su cui chiedono lumi i Comitati. La costruzione di un impianto di collettamento che porti tutto a Peschiera (ampliandolo) è sì piuttosto costosa, ma rappresenta una delle ipotesi in campo e salverebbe sia il fiume Chiese. Infine l’ultima ipotesi e ad oggi la più probabile, è quella che punta a Lonato, città su cui (come Peschiera) esiste già uno studio di fattibilità e che indica proprio Lonato come l’opzione più economica.

Il corpo recettore

Se Lonato sarà, resta comunque da sciogliere il nodo legato al corpo recettore: nello studio dell’Università di Brescia si era ipotizzato il Chiese, ma la distanza rispetto al Mincio non sembra affatto impercorribile (specie per chi voleva depuratore il Garda a Visano) e scaricare lì garantirebbe un minor impatto e permetterebbe alle acque di rimanere nello stesso bacino imbrifero (Sarca-Garda-Mincio) di provenienza. Sei mesi, ad Aato, per pensarci.

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