doccia fredda

Sarà soppressa l'attività del punto nascite dell'ospedale di Iseo

Non saranno ripristinate le sale parto tra la delusione del Comitato pro ospedale e dei sindaci del Lago.

Sarà soppressa l'attività del punto nascite dell'ospedale di Iseo
Cronaca Sebino e Franciacorta, 06 Giugno 2021 ore 08:58

Non si torna indietro, anche Regione Lombardia ha praticamente deciso e le speranze ormai sono quasi nulle. Il punto nascite di Iseo non ci sarà più.

Sarà soppressa l'attività del punto nascite di Iseo

Anche Regione ha detto "no". Dal Pirellone si è rimasti sulla linea dell'Asst Franciacorta che ha deciso di non proseguire l'attività del centro nascite situato all'ospedale del capoluogo Sebino.

Relativamente al Punto Nascita di Iseo, la cui attività risulta attualmente sospesa su richiestadella Asst Franciacorta, a seguito della necessità di interventi riorganizzativi e della ricollocazionedelle risorse disponibili, conseguentemente all’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19,il Comitato Precorso Nascita e Assistenza Pediatrica-Adolescenziale regionale, dopo approfonditavalutazione degli standard previsti dalle norme (Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010, DecretoMinisteriale n. 70/2015, Accordo Stato-Regioni recante “Linee guida per la revisione delle reti cliniche –Le reti tempo dipendenti” del 24 gennaio 2018)e di ulteriori indicatori quali il trend del numero dei parti,il bacino di utenza di riferimento, la situazione orografica, la percentuale di parti nella struttura rispettoal totale dei nati residenti nei comuni del bacino, il livello assistenziale dell’ospedale sede del puntonascita, la distanza chilometrica e il tempo di percorrenza per afferire a strutture alternative, haespresso il seguente parere: per il punto nascita di Iseo non sussistono i criteri previsti per mantenere in attività punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti/annui e in condizioni orogeografiche difficili (art 1 DM 11/11/2015).

Questo quanto scritto da Regione Lombardia per rispondere alle domande, sulle sorti del presidio, presentate da Legambiente Basso Sebino.

Le proteste non sono servite

Certamete, per il Comitato pro ospedale, questa è stata una doccia fredda. Erano infatti alte le speranze dopo la presentazione della mozione, da parte del consigliere bresciano e vicepresidente della Commissione Sanità Simona Tironi. L'obiettivo, infatti, era proprio quello di mantenere in attività il Punto nascite del presidio ospedaliero di Iseo, chiuso dall'inizio della pandemia un anno fa e a causa del mancato raggiungimento della soglia di parti minimi (500 annui) prevista dal Decreto ministeriale numero 70.

7mila firme, un sit in fuori dal presidio ospedaliero e il coinvolgimento dei sindaci bresciani e bergmaschi del lago e non solo non sono bastati. Per Regione Lombardia non sussistono i criteri per la riattivazione del punto nascite sospeso a inizio pandemia, nemmeno dal punto di vista orografico. Proprio sulla vastità del bacino di utenza e delle difficoltà dei pazienti di alcuni comuni nello spostarsi (vedi monte isola e zone, ad esempio) avevano fatto leva le “tre leonesse” del comitato Pro ospedale, ex dipendenti dell’Azienda Sanitaria, che fin dal marzo 2020 si sono battute per il mantenimento del servizio. Quella arrivata con la nota di regione è una doccia gelata. A marzo il Consiglio regionale aveva approvato la mozione presentata dalla vicepresidente alla commissione sanità simona Tironi per la “riattivazione del punto nascita di Iseo e per la revisione del Dm70”, ma se sul secondo punto qualcosa si muove, sul primo sembra che non ci possano essere speranze. Da marzo le donne che devono partorire possono recarsi a Chiari, Esine o Brescia, mentre a Iseo resta attiva la Ginecologia e il Percorso nascita.

L’unica speranz per il punto nascite di Iseo, dunque, potrebbe davvero essere la revisione del Decreto ministeriale 70, ma la situazione è al momento complicata.

La risposta di Legambiente

Da Legambiente è subito arrivato un appello ai sindaci del Lago.

In una lettera inviata al circolo di Legambiente del basso Sebino, la Regione Lombardia (Direzione Generale Welfare Polo Ospedaliero) scrive infatti che “non sussistono i criteri previsti per mantenere in attività punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti/annui e in condizioni orogeografiche difficili come recita l’art.1 del DM 11/11/2015” (all.3). Per questo, Legambiente rilancia l’appello ai sindaci dei comuniappartenenti alla Comunità Montana Sebino Bresciano - Sale Marasino,
Sulzano, Ome, Pisogne, Zone, Monteisola, Marone e Monticelli Brusati, che avevano approvato una mozione a favore della riapertura del punto nascite di Iseo, affinché riprendano la mobilitazione in difesa dell’ospedale. La sanità pubblica deve entrare nei dossier dei Comuni anziché pensare solo a nuove edificazioni e grandi manifestazioni turistiche.

Secondo gli ambientalisti, infatti, "oltre alla sospensione del punto nascite, infatti, è in corso un impoverimento più generale dei servizi sanitari nel comprensorio del Sebino, mentre l’emergenza Covid 19 ha mostrato che solo con una forte presenza pubblica sul territorio si può combattere efficacemente la pandemia e offrire dei servizi sanitari degni di questo nome, senza intasare le strutture ospedaliere di Brescia. Non solo: anche i danni alla salute provocati dall’inquinamento delle falde acquifere e dell’aria dovute dall’attività quasi secolare delle acciaierie sul lago e della Valle Camonica, del Cementificio di Tavernola e del distretto della gomma vanno prevenuti e curati a partire dalle strutture sanitarie diffuse sul territorio".

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