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Campagna vaccinale

Salò, niente hub vaccinale nonostante l’impegno di sindaco e Amministrazione

Il disappunto del sindaco: "Le ragioni di Asst sono incomprensibili, non è stato considerato il ruolo comprensoriale e baricentrico della città di Salò nei territori dell'Alto Garda e non solo".

Salò, niente hub vaccinale nonostante l’impegno di sindaco e Amministrazione
Cronaca Garda, 13 Marzo 2021 ore 16:31

Salò non avrà il suo hub vaccinale, a darne notizia è lo stesso sindaco Giampiero Cipani il quale ha sottolineato l’ingente impegno profuso a tal fine.

 

Numerose richieste…ma nessuna accolta

Sono state infatti numerose le iniziative intraprese dall’Amministrazione comunale al fine di ottenere l’attivazione di un polo vaccinale sul territorio salodiano. Si tratta di una fitta corrispondenza, anche con le più alte cariche regionali, per tutelare le esigenze dei cittadini salodiani.

É con profondo rammarico – ha dichiarato il primo cittadino – che vi informo che, purtroppo,  il nostro notevole impegno ed i nostri sforzi non sono stati premiati.

Una lunga corrispondenza

La cronistoria delle iniziative intraprese dall’Amministrazione salodiana ha inizio il 22 febbraio quando al comune di Salò (come ad altri) è giunta una nota di aggiornamento sulla campagna vaccinale nella quale era specificato  che la sede vaccinale per i cittadini salodiani corrispondeva all’hub di Gavardo. Il giorno successivo il primo cittadino ha inviato una lettera ad Ats e al presidente del conisglio di rappresentanza dei sindaci con la richiesta della possibilità di attivare , quale polo vaccinale, anche l’ospedale di Salò. Il 24 febbraio Ats ha trasmesso la richiesta di cui sopra ad Asst per le opportune valutazioni di competenza chiedendo di esaminare la disponibilità manifestata dall’Amministrazione comunale di Salò.

Il primo marzo il sindaco, in qualità di presidente del Distretto 3 ha reiterato la richiesta inviando ad Ats e ad Asst una nuova nota nella quale sottolineava la disponibilità ad utilizzare ulteriori e diverse sedi. Risale al 5 marzo la lettera che il primo cittadino ha scritto indirizzandola alla Vice presidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia , al consulente per il piano vaccinale del presidente di Regione Lombardia, al direttore generale di Ats Brescia e al direttore generale di Asst del Garda per segnalare la situazione ribadendo che, oltre all’utilizzo dell’ospedale da parte di Asst (sito già sperimentato con successo per la campagna antinfluenzale), il comune di Salò sarebbe stato in grado di mettere a disposizione ulteriori spazi sostenendone i costi di funzionamento. Una richiesta, quella avanzata dal comune di Salò, che trova giustificazione nell’elevato numero di pazienti anziani residenti nella città, la più popolosa del comprensorio, (3701 over 60 di cui 1052 over 80), ma anche per la presenza sul territorio di numerose scuole superiori che vede, quando l’attività didattica è svolta in presenza, ben 2355 giovani provenire da numerosi comuni limitrofi con un aumento del rischio di contagio. La soluzione proposta anche per agevolare numerosi cittadini dei comuni limitrofi con problemi di mobilità essendo presente a Salò un adeguato servizio di trasporto pubblico urbano. Il primo cittadino non ha mancato inoltre di esprimere la sua inquietudine dal momento che i cittadini ultra ottantenni alla data (5 marzo 2021) non fossero ancora stati vaccinati.

La risposta di Asst

In data 9 marzo questa è stata la risposta di Asst.

L’Asst del Garda ha individuato i propri Hub vaccinali sulla scorta delle indicazioni rese note da Regione Lombardia in cui si prevedeva l’individuazione di Centri Anti Vaccini massivi in numero limitato e in grado di ottimizzare la gestione riguardante la somministrazione dei vaccini in questione. Asst – hanno poi continuato – ha individuato per l’Area Garda/Vallesabbia due hub vaccinali a Gavardo (Palafiera di via Avanzi) e a Lonato (Palazzetto dello Sport via Marchesino). Per agevolare gli over80 residenti nelle zone più a nord dell’azienda stessa (Vallesabbia e Alto Garda) ha programmato l’attivazione di tre centri vaccinali periferici a Nozza di Vestone, a Bagolino, a Gargnano ed è tale la ragione per cui l’hub di Gavardo è momentaneamente attivo due giorni a settimana.

Il disappunto del sindaco

Il primo cittadino ha commentato definendo incomprensibili le ragioni adottate da Asst andando si legge nella direzione completamente opposta a quella dichiarata di voler ottimizzare la gestione riguardante la somministrazione dei vaccini poiché trascurano la vocazione comprensoriale di Salò e la sua posizione baricentrica nel territorio dell’Alto Garda e non solo.  Contestato anche il metodo seguito per operare la scelta non vi è stato il coinvolgimento delle Amministrazioni comunali che sono quelle a contatto diretto con la popolazione e che vedono i sindaci, in qualità di autorità sanitaria locale,preposti alla tutela della salute pubblica.

 

 

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