Cronaca
FINO AL 31 GENNAIO

Rosso, arancione e giallo: con nuovo Dpcm il Lago di Garda è tricolore

Una situazione che ha creato non pochi disagi a chi vive a cavallo dei confini e che ora è bloccato in casa per una manciata di chilometri.

Rosso, arancione e giallo: con nuovo Dpcm il Lago di Garda è tricolore
Cronaca Garda, 17 Gennaio 2021 ore 11:36

Con il nuovo Dpcm il Lago di Garda ha una nuova "colorazione". Tre per la precisione: la sponda Lombarda è rossa, gialla quella del Veneto e gialla quella del Trentino, come disposto dal ministro della Salute Roberto Speranza. Una situazione che ha creato non pochi disagi a chi vive a cavallo dei confini.

Con il nuovo Dpcm il Lago di Garda è tricolore

In Trentino i negozi sono aperti,  i bar e i ristoranti possono servire all'interno dei locali fino alle 18 e le visite a parenti e amici (seppur solo una volta al giorno) sono concesse anche al di fuori del proprio Comune. Gli centro estetici sono aperti, così come in Veneto, dove fino al 31 gennaio è entrata in vigore la zona arancione. Poco più in là, sorpassato il confine con la Lombardia, il lockdown è quasi totale. Uscire di casa non si può, se non per una veloce vista ai concittadini; le attività di ristorazione sono chiuse se non per il servizio a domicilio. Le estetiste sono chiuse, anche se dal parrucchiere ancora si può andare. Una situazione paradossale che ancora una volta penalizza i lombardi residenti sul confine (ma soprattutto quelli vicino al Veneto), che hanno impostato la loro vita a cavallo fra una regione e l'altra e che solo per una manciata di chilometri sono rimasti quasi bloccati fra mura di casa.

Una situazione paradossale

Il supermercato "di fiducia" si trova al là della linea di demarcazione, a pochi minuti dalla propria abitazione? Bisogna cercarne un'altro, perché passare da una regione all'altra non si può. Andare da Limone a trovare i genitori che abitano a Riva? Vietato, anche quello. E così via per tante attività abituali che caratterizzavano la quotidianità. E così anche poter lavorare per molti negozi e servizi diventa una questione di chilometri, a volte addirittura di una manciata di metri, come in alcuni paesi fra Veneto e Lombardia, dove solo attraversando la strada si passa tra una zona e l'altra. Una situazione assurda che oltre a creare disagi ha suscitato anche parecchi malumori.

 

 

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