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Robert Goffi è campione in pista con gli automodelli

Il clarense è vincitore del titolo italiano dopo le gare a Palazzolo sull'Oglio.

Robert Goffi è campione in pista con gli automodelli
Bassa, 26 Settembre 2020 ore 11:11

Se pilotare una automobile a cento allora è una cosa che sanno fare tutti, farlo, alla stessa velocità, con un automodello in pista, è roba da pochi. Robert Goffi, di Chiari, pilota ufficiale della Awesomatix è uno di questi. E non solo sa guidare queste straordinarie miniautomobili, ma sa anche vincere.

Robert Goffi è campione in pista con gli automodelli

E’ lui il primo assoluto e vincitore del titolo italiano sulla pista di Palazzolo (in via Raso 4), ottenuto durante le competizioni di sabato e domenica scorsa. Questi, però, sono una soddisfazione e un risultato non arrivati per caso, ma frutto di anni di gare in tutta Italia e all’estero, con costanti allenamenti per la messa a punto sia della macchina che delle proprie prestazioni.

Gli automodelli

Molti le chiamano impropriamente «macchinine», ma in realtà sono delle vere «Formula 1». Dei bolidi in miniatura in scala da 1 a 10, per gli intenditori. Sviluppano una velocità che va oltre i cento chilometri orari e sono dotate di motore elettrico. Ma non uno qualsiasi. Questo è infatti un motore elettrico pensato per la salute dell’ambiente già dal 2005, anno in cui sono state introdotte le batterie al litio (che hanno rivoluzionato il mondo di questo settore), passando dai rumorosi ed inquinanti motori a scoppio a quelli elettrici in sintonia con le vetture di nuova generazione oggi prodotte dalle case automobilistiche. Silenziose e ecologicamente compatibili con l’ambiente.

L’esperienza di Goffi

Una vera rivoluzione di cui Goffi parla orgogliosamente. Da quattro anni infatti il 51enne clarense è diventato pilota ufficiale della Awesomatix, ma solo dopo essere stato attenzionato da questa società per le sue doti dimostrate in anni di frequentazioni su piste nazionali e internazionali. Dalla Sicilia alla Toscana, dalla Emilia Romagna alla Liguria e alla Lombardia. L’entusiasmo e la voglia di competere con avversari sempre più forti ha portato Goffi a volare oltre i confini nazionali per disputare i Campionati europei in Francia a Grenoble e in Germania a Norimberga. Questo però non poteva bastare, sentirsi sicuri delle proprie qualità porta a spingersi sempre più in alto.
Perchè non provare a cimentarsi nei campionati mondiali? Detto e fatto. Messina e Lostallo in Svizzera le mete per questi importanti appuntamenti.

Eventi che nel corso degli anni gli hanno dato molte soddisfazioni, con ottimi piazzamenti e numerosi secondi posti, e che lo hanno portato fino al risultato eccezionale con il primo assoluto conquistato nel Campionato italiano a Palazzolo. Però, è bene specificare che il neocampione, non solo si è cimentato su piste asfaltate, ma anche al chiuso, nei vari palazzetti dello sport, dove ha pilotato il suo minibolide su piste preparate con della moquette.

Il racconto del 51enne

Una passione nata 32 anni fa. «Mi piaceva montare e smontare qualsiasi cosa di meccanica e con il primo regalo di una piccolo automodello e così è iniziata la mia carriera sia di meccanico che di pilota – ha commentato Goffi – Mi alleno il sabato e la domenica, quando non ci sono le competizioni. Sono gare che si svolgono in tre turni di qualifica di tre minuti l’uno, seguiti da tre finali da otto minuti. E’ come assistere alle corse delle grandi “Formula 1”. Si corre su pista asfaltata di 200 0 250 metri, le vetture in pista sono dieci. Ci sono i giudici che rilevano i tempi. Per dare una idea di quello che succede ai box, abbiamo persino le termocoperte che utilizziamo per le ruote. Insomma non manca niente e nemmeno l’adrenalina che sale alle stelle dal momento della partenza sino alla fine».

La concentrazione deve essere massima, perché al minimo errore la vettura potrebbe uscire di pista o scontrarsi con le altre e allora sarebbero guai. E i problemi, naturalmente, per la vettura che oltre al telaio, potrebbero danneggiarsi anche parti elettroniche che sono molto sofisticate e costose.

E a proposito di costi, questi sono sicuramente ingenti. «Si può arrivare ad un costo di duemila euro, perché a certi livelli per queste competizioni non puoi utilizzare vetture giocattolo, queste sono vere miniautomobili», ha spiegato. Goffi ne possiede quattro, e quando si sposta sui vari circuiti, si porta appresso i suoi borsoni nei quali al posto dei vestiti ci mette i pezzi di ricambio e le varie attrezzature che devono essere utilizzate ai box.
Tutti possono avvicinarsi a questo meraviglioso sport, provando all’inizio con delle vetture che si possono comprare già pronte e poi, col tempo, si vedrà.

«Anche io ho cominciato in questo modo – ha sottolineato il clarense – Ora la macchina me la costruisco da solo, pezzo dopo pezzo e quando si rompe o non funziona, sono io che ci metto le mani. Un rammarico. Purtroppo i giovani sono pochi che si avvicinano a questa disciplina, preferiscono gareggiare sul cellulare oppure sui video giochi».

Ma quali sono le capacità necessarie per entrare in questo mondo? «Passione soprattutto, concentrazione, abilità tecnica e manuale e allenamenti costanti, ma soprattutto la voglia di confrontarsi anche con piloti più forti per potersi migliorare continuamente», ha evidenziato il 51enne.  E se lui ci mette le mani, lei la sua automobile da corsa ci mette la sua potenza per raggiungere insieme i suoi ottimi risultati. «Passione, concentrazione, abilità tecnica e manuale e voglia sempre di confrontarsi sono necessari per andare avanti in questa disciplina», ha concluso Goffi.

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