Ritirati numerosi lotti di insalata capricciosa prodotti a Poncarale

Sono gli ennesimi richiami in Italia a causa del focolaio europeo di listeriosi che dal 2015 ha causato 47 casi, di cui 9 fatali.

Ritirati numerosi lotti di insalata capricciosa prodotti a Poncarale
Sebino e Franciacorta, 23 Gennaio 2019 ore 10:20

Tre nuovi richiami dal commercio per rischio di contaminazione da Listeria  sono stati pubblicati sul sito del Ministero della Salute.

I marchi che si leggono sulla confezione sono differenti ma il luogo di produzione è sempre lo stesso, uno stabilimento di Poncarale, in provincia di Brescia.

Insalata capricciosa ritirata

Sono tre i richiami effettuati dal Ministero della Salute dal 18 al 21 gennaio. In realtà non si tratta di un prodotto gastronomico come potrebbe sembrare dal nome ma di normale insalata. Tutti i lotti sono stati prodotti nell'azienda Facchini a Poncarale.

Il primo richiamo è a marchio Centrale del Latte di Brescia per i lotti 15L4M255 - 16L4M255 - 17L4M2555 in confezioni da 150 grammi in scadenza il 24 gennaio.

Il secondo richiamo è a marchio First per i lotti 15L6M255 e 16L6M255 in scadenza oggi, 23 gennaio.

Ultimo richiamo è per l'insalata commercializzata con il marchio Terra&Vita che scade il 25 gennaio. Il lotto è il numero A15L6M255.

Non è la prima volta

E’ l’ennesimo richiamo in Italia – dopo le verdure surgelate Freshona, i minestroni Findus e un lotto di mix di verdure surgelate a marchio Pinguin – a causa del focolaio europeo di listeriosi che dal 2015 ha causato 47 casi, di cui 9 fatali. In Italia, tuttavia, non c’è a oggi una situazione di allarme poiché, come già assicurato dal ministro della Salute Giulia Grillo, nel nostro Paese ci sono “pochissime” partite di verdure surgelate a rischio.

Obbligo etichetta di origine

Ora, però, il pericolo di contaminazione si estende anche a prodotti non surgelati: per questo, chiede Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” , contro il pericolo listeria “occorre introdurre subito l’obbligo dell’etichetta d’origine, per tutelare i consumatori in una situazione che vede oggi due prodotti su tre venduti in Italia provenienti dall’estero, ma anche togliere il segreto sui flussi commerciali con l’indicazione pubblica delle aziende che importano prodotti per consentire interventi rapidi e mirati. La listeriosi, spiega sul suo sito l’Istituto superiore di sanità, è un’infezione causata dal batterio Listeria monocytogenes, generalmente dovuta all’ingestione di cibo contaminato, e può assumere diverse forme cliniche, dalla gastroenterite acuta febbrile alla forma invasiva. Le donne in gravidanza di solito manifestano una sindrome simil-influenzale e le infezioni contratte in gravidanza possono comportare serie conseguenze sul feto. In adulti immuno-compromessi e anziani, la listeriosi può causare meningiti, encefaliti, gravi setticemie. Queste manifestazioni cliniche sono trattabili con antibiotici, ma la prognosi nei casi più gravi è spesso infausta.  L’incubazione media è di 3 settimane, ma può prolungarsi fino a 70 giorni.

 

 

Necrologie