Rifiuti contaminati da amianto: gestione illecita da 250mila euro.
Gestione illecita di rifiuti contaminati da amianto
La scoperta è stata effettuata da parte delle Fiamme Gialle della Tenenza di Gardone Val Trompia e da parte dei carabinieri del Nucleo Forestale di Concesio sotto il coordinamento e la direzione della Procura della Repubblica di Brescia. Sono quindi scattate le perquisizioni ed il sequestro di diverse aree nella Bassa Bresciana e nell’Alta Val Trompia, zone nelle quali sarebbero stati abbandonati rifiuti contaminati. Il tutto parte di un’indagine che avrebbe portato alla luce un sistema di gestione illecita dei rifiuti derivanti dalla demolizione di un vasto complesso industriale dismesso della Bassa Bresciana, posto in essere da un’impresa valtriumplina.
Cosa è emerso
Sono emerse in particolare gravi violazioni quali:
● il trattamento non autorizzato di rifiuti pericolosi: migliaia di metri cubi di materiale contenente in misura significativa amianto sarebbero stati sottoposti a frantumazione meccanica in loco e trasportati dalla citata impresa, risultata priva di autorizzazioni ambientali e documenti di tracciabilità;
● un potenziale pericolo per la salute dato che, come noto, la frantumazione meccanica aumenta drasticamente la volatilità di fibre aerodisperse, incrementando il rischio sanitario e ambientale;
● la potenziale contaminazione dei siti di destinazione.
In particolare i rifiuti sarebbero stati conferiti ma anche occultati spesso interrati o usati per il livellamento di terreni in alemno cinque aree nella Bassa Bresciana e nell’Alta Val Trompia: tra questi cantieri edili, aree boschive e un impianto di produzione di calcestruzzo. Proprio qui il materiale contaminato sarebbe stato poi immesso nel ciclo produttivo con potenziale diffusione del contaminante nella filiera commerciale del prodotto finito.
Profitti per circa 250mila euro
Tale sistema di gestione illecita avrebbe garantito all’impresa un vantaggio economico derivante dal mancato sostenimento dei costi di smaltimento dei rifiuti pericolosi di circa 250mila euro. I militari, con il supporto di personale specializzato Arpa Lombardia hanno provveduto alla campionatura per le successive analisi dei rifiuti rinvenuti.
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