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Revenge-porn anche a Brescia: in tre rischiano il carcere

Sotto processo per aver inoltrato un video a luci rosse della ex fidanzata

Revenge-porn anche a Brescia: in tre rischiano il carcere
Cronaca Brescia, 23 Novembre 2020 ore 09:40

Revenge-porn anche a Brescia: in tre rischiano il carcere.

Il caso della maestra di Torino finita al centro della cronaca, non è il primo e purtroppo non sarà l’ultimo caso di «revenge porn», un vero e proprio reato sancito nell’agosto 2019 e che prevede da 1 a 5 anni di carcere per i trasgressori, ovvero coloro che inviano immagini in atteggiamenti intimi come forma di vendetta, spesso per una relazione terminata male.

In attesa di processo

Uno di questi casi, è in attesa di processo a Brescia, dove tre ragazzi dell’hinterland cittadino rischiano il carcere nell’indagine condotta dal sostituto procuratore Carlotta Bernardini.

La vicenda risale all’autunno scorso, quando stando alle ricostruzioni degli inquirenti, l’uomo – fidanzato anni prima con una ragazza poi lasciata – avrebbe inoltrato ad un amico un video intimo della donna. Il video sarebbe poi finito su un terzo cellulare e così via, fino a creare una vera e propria catena Whatsapp di “inoltri” che ha portato la donna a sporgere denuncia, una volta venuta in possesso del video.

Rischiano il carcere

Una denuncia che potrebbe portare guai seri per i primi tre ragazzi coinvolti che rischiano ora da 1 a 5 anni di carcere e un’ammenda da 5 a 15mila euro. Importante, in ottica processuale, sarà capire se il primo invio del video sia arrivato prima o dopo l’entrata in vigore della legge sul revenge porn: se fosse precedente alla stessa, l’ex fidanzata potrebbe cavarsela con poco. In caso contrario, rischia la galera.

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