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Recuperato il corpo di Rayan Jeroim Baylen, i sommozzatori dei Volontari del Garda: “Siamo riusciti in meno di 42 ore grazie all’esperienza”

"Questo è il recupero più profondo su cui siamo stati chiamati ad operare anche se in passato ne abbiamo eseguiti alcuni a profondità superiori ai 300 metri"

Recuperato il corpo di Rayan Jeroim Baylen, i sommozzatori dei Volontari del Garda: “Siamo riusciti in meno di 42 ore grazie all’esperienza”

Recuperato il corpo di Rayan Jeroim Baylen, i sommozzatori dei Volontari del Garda: “Siamo riusciti in meno di 42 ore grazie all’esperienza”.

L’esperienza che aiuta

La grande esperienza maturata in quarant’anni di attività ha permesso al gruppo sommozzatori dei Volontari del Garda (con sede a Salò) di portare a termine l’operazione di recupero del corpo del giovane dalle acque del lago di Como in meno di 42 ore. Ma non è stato facile come da loro ammesso:

“La grande esperienza accumulata in quasi quarant’anni di attività nella ricerca strumentale subacquea ci ha permesso di portare a termine l’operazione in meno di 42 ore dall’attivazione da parte di Regione Lombardia e delle province di Brescia e di Como.”

Fondamentale anche la sinergia tra le realtà coinvolte

Di straordinaria importanza è risultata essere inoltre la grande sinergia tra le varie forze coinvolte nelle ricerche, come si dice l’unione fa la forza:

“A coordinare le ricerche del povero ragazzo di soli 21 anni Rayan Jeroim Baylen, scomparso in un tratto profondo del Lago di Como, è stato il Reparto Operativo della Guardia Costiera di Milano che, grazie ad una prima fase investigativa molto efficace, ci ha permesso di avere una zona precisa in cui operare – hanno raccontato i Vdg – .
Grande supporto ci è stato dato anche dalla Protezione Civile di Como e dall’Amminstrazione Comunale di Lenno.
Abbiamo quindi immediatamente trasferito nella zona della scomparsa la nostra imbarcazione da ricerca appositamente progettata per poter operare in bacini diversi dal Lago di Garda”.

 

Il ritrovamento

Il corpo del ragazzo è stato ritrovato grazie ad un sonar di profondità e, successivamente, al Rov “Greta e Umberto”:

 

 “Abbiamo dapprima individuato ad una profondità di 357 metri il corpo del povero ragazzo che successivamente è stato recuperato e restituito ai familiari – hanno raccontato – . Possiamo dire con un certo orgoglio di aver messo alla prova l’operatività delle nostre strumentazione anche in laghi diversi dal nostro Garda e che gli sforzi personali delle squadre di Ricerca Srumentale oltre che di supporto logistico ed economicamente sostanziosi di tutto il Gruppo Volontari del Garda si sono dimostrati molto efficaci e rapidamente operativi. Questo infatti è il recupero più profondo su cui siamo stati chiamati ad operare anche se in passato ne abbiamo eseguiti alcuni a profondità superiori ai 300 metri. Ci uniamo ai tanti che hanno espresso il proprio cordoglio alla famiglia ed agli amici del giovane Rayan”.