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Reati ambientali a Gavardo?

Reati ambientali a Gavardo?
Cronaca 10 Aprile 2017 ore 15:45

Il Circolo di Legambiente di Brescia Est e l’associazione Medicina Democratica ONLUS sezione di Brescia, hanno presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia un esposto al fine di accertare eventuali reati ambientali per emissioni di fumi, polveri, odori e rumori emessi dalla Fonderia Mora di Gavardo.

Dopo l’acquisizione da parte del Gruppo Camozzi e la ripresa delle attività, i cittadini di Gavardo residenti nelle vicinanze della ditta son stati sottoposti a pesanti e quotidiane ricadute di polvere nera, emissioni di odori nauseabondi e irritanti, e rumori provenienti dalla Fonderie, tali da rendere la vita problematica, con gravi effetti di natura fisica, psicologica e crescente preoccupazione per la salute. In questi anni i cittadini hanno segnalato costantemente i frequentissimi episodi di fuoriuscita di fumi dai tetti o dalle pareti dell'impianto, la irrespirabilità dell’aria e la molestia dei rumori, alle Autorità preposte alla tutela Ambientale e al corretto esercizio dell'attività industriale, e al Comune di Gavardo.

L’attendibilità delle doglianze è stata confermata quasi sempre dal funzionario del comune Gavardo che si recava sul luogo per verificare quanto segnalato dai cittadini. Recentemente anche alcune aziende con decine di dipendenti e sede prossima alla Fonderia, hanno deciso d’interrompere il silenzio, e di non subire passivamente i disagi causati dalle polveri che provocano danni alle proprietà, ai manufatti e alle auto, dall’aria irrespirabile per il fumo acre che fuoriesce dai tetti, segnalando alla Provincia Settore Ambiente, all’ARPA dipartimento di Brescia, al Comune di Gavardo e all’AATO, la persistente e grave situazione che sono costretti a sopportare.

Le segnalazioni inviate dalle aziende sono sottoscritte da quasi tutti i dipendenti. Il Circolo Legambiente Brescia Est ha incontrato ripetutamente i funzionari del settore ambiente della provincia di Brescia, l’assessore all’ambiente e il funzionario dell’ARPA ai quali ha recapitato fra l’altro, precise e dettagliate osservazioni sulle numerose e gravi irregolarità e violazioni dell’attività delle Fonderie Mora , causa degli effetti segnalati dai cittadini, chiedendo loro d’intervenire nell’ambito della procedura di rinnovo AIA, scaduta nel lontano 2011, chiedendo la attivazione delle modifiche necessarie e previste per legge per l’eliminazione delle emissioni contestate.

Le Osservazioni presentate da Legambiente e le segnalazioni inviate dai Cittadini hanno trovato coerente conferma in due distinte relazioni da parte di ARPA, inviate al settore Ambiente della Provincia di Brescia, a seguito di visita ispettiva presso le Fonderie Mora nel 2014 e nel 2015. Nel corso del lunghissimo e inconsueto procedimento di revisione AIA, pare che alcune criticità siano state affrontate dalla ditta, anche se in modo del tutto inefficace, mentre altre ad oggi permangono integralmente.

A riprova di ciò, in data 17 agosto 2016 la Provincia di Brescia, settore ambiente, comunicava che ARPA aveva espresso parere contrario al rinnovo dell’AIA, con particolare riferimento alla matrice aria. Circostanza che l'Azienda non poteva negare, come si evince dalla sua replica con nota del 28.02.2017, dalla quale comunque emerge che gran parte degli interventi auspicati e richiesti sono ancora da eseguire, e che gli stessi avranno esito, a detta della stessa azienda, solo nella seconda metà dell’anno 2017, e taluni di essi anche nel 2018. Consideriamo tale risposta inaccettabile. Essa conferma la sostanziale carenza di volontà aziendale a risolvere i problemi dell'impianto, a realizzare un percorso virtuoso di compatibilità con il contesto urbano e l’ambiente circostante.

Per tutti questi motivi, preso atto che a tutt’oggi il disagio e le preoccupazioni per la salute percepite dai cittadini permangono senza soluzione di continuità considerato che non risulta sia stato emesso dalla provincia di Brescia un provvedimento che assuma una posizione “ definitiva” in merito al rilascio dell’AIA alle Fonderia Mora e che non esistono programmi credibili e concreti per il risanamento dell’azienda e l'eliminazione delle emissioni inquinanti e dannose, Legambiente e Medicina Democratica hanno ritenuto di esporre alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia la grave situazione affinché proceda, per quanto penalmente rilevante, in ordine agli eventuali reati ambientali commessi dalle Fonderie Mora di Gavardo.

(Foto d'archivio)


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