Cronaca

Quando l’arte diventa arma contro la dislessia

Quando l’arte diventa arma contro la dislessia
Cronaca 10 Giugno 2017 ore 16:23

La vera arte non ha regole, schemi o verità assolute, è come la natura umana e non può essere intrappolata con il limite di una semplice cornice. Lo sa bene il giovane Matteo Savani, 20 anni, che ha tenuto la sua prima mostra personale alla galleria «Mimesis» di Giancarlo Piccinelli. Una ventina le opere esposte, senza cornice, che con la tecnica dell’acquerello giocano con i colori e le forme che l’acqua mischiata al colore può creare indisturbata. 

«I pezzi non seguono un filo logico ma una semplice armonia visiva data dall’espansione del colore in forme sempre nuove. L’ho voluta intitolare “Passaggi” per mettere in evidenza le molteplici relazioni che le sfumature di colore creano senza schemi prestabiliti - ha sottolineato l’artista – Avevo già fatto delle mostre collettive ma questa è la prima volta che mi metto alla prova in autonomia. Questi in particolare sono lavori che ho fatto durante il corso di tecniche pittoriche in questo mio primo anno all’accademia Brera di Milano».

Fin dalle medie il giovane ha manifestato una particolare predisposizione per l’arte e per il disegno, continuando a migliorarsi sempre di più sostenuto dai familiari e dai professsori del liceo artistico Olivieri dove si è diplomato. Ma la passione di Matteo per l’arte va al di là di una semplice abilità, per lui significa soprattutto benessere e serenità. «A causa della mia dislessia alle scuole medie mi avevano fortemente sconsigliato di frequentare il liceo artistico ma con l’arte mi sono sempre sentito a mio agio, al posto giusto. Per questo ho continuato testardo sulla mia strada e ho ottenuto anche buoni risultati diplomandomi con 85. Nell’arte ho trovato il respiro che mi serviva ed è il modo migliore che conosco per comunicare». Matteo è quindi determinato a far crescere la sua passione mantenendo una genuina curiosità e migliorando sempre di più, sperimentando stili sempre nuovi, facendoli un po’ propri. 

«Il disegno con la grafite è la tecnica che forse mi rappresenta di più perchè è qualcosa di molto intimo che ha un richiamo diretto con l’artista e ne suggerisce le intenzioni, ma sono interessato anche all’incisione e mi ci voglio dedicare sempre di più. Con l’acquerello mi sono divertito a giocare con la semplicità dell’acqua e del colore, uniti creano figure sempre più articolate e complesse».


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