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Qualche chilo di troppo dopo le feste? Mi metto a dieta, ma funziona

Qualche chilo di troppo dopo le feste? Mi metto a dieta, ma funziona
Cronaca 13 Gennaio 2017 ore 17:59

L’effetto yo-yo è lì che ci attende. Dopo le goloserie delle feste cui non sappiamo resistere, e che ci portano a fare i conti con la bilancia, subentra la volontà di perdere peso, altrettanto rapidamente. Ma già si avvicina il Carnevale con i tortelli e le chiacchiere, in un tira e molla di chili che vanno e che vengono. Mettendo a dura prova la nostra capacità di dimagrire. Ma sarà proprio tutta colpa della nostra bassa soglia di resistenza alla tentazione? Pare di no, infatti alcuni ricercatori dell’Università di Exter e di Bristol, in Inghilterra, in uno studio pubblicato sulle pagine di Evolution, Medicine and Public Health ipotizzano anche una complicità cerebrale, associata a una memoria antica.

C’è anche l’effetto carestia. Se non riusciamo a dimagrire, o meglio se dopo una dieta ferrea e il raggiungimento di un buon peso, subito dopo torniamo ad ingrassare, è colpa anche dell’evoluzione e della nostra memoria. Secondo quello che gli esperti inglesi, in uno studio dedicato, hanno definito ‘effetto carestia’: un fenomeno cui sottoponiamo il nostro cervello ogni volta che, dopo laute scorpacciate come quelle delle festività natalizie, l’ago della bilancia alle stelle ci invita a ritornare a regime, dimagrendo. Fino alla prossima dolce tentazione, pagata ancora una volta con l’aumento di peso che dà il via a un’altra dieta. Magra e ipocalorica. Come uno yo-yo, appunto: un tira e molla di chili di troppo, persi e riguadagnati, cui neppure il cervello sarebbe estraneo. Avvertirebbe infatti questi rincari e privazioni alimentari come un periodo godereccio, cui farà seguito una immediata carestia cui far fronte con delle ‘grasse e grosse scorte’ per l’inverno, cioè per il periodo in cui il cibo tornerà a mancare. Ecco perché dimagrire è così difficile, complicato e poco duraturo: nel cervello si riattiverebbe una memoria antica, quella di quando il cibo poteva essere un lusso quotidiano solo di pochi, costringendo i più a razionare scorte e calorie per sopravvivere.

Gli animali insegnano. Loro la sanno lunga sul cibo e sull’approvvigionamento, a tal punto che d’inverno, soprattutto le specie che vivono all’aperto, ingrassano, non solo per una questione di peli, pelle o piume. Basta guardare gli uccellini che si gonfiano, mangiando cioè prima, sapendo che per diversi mesi non avranno più insetti, animaletti e semi di cui cibarsi, dovendo vivere di rendita alimentare per il messo da parte, fino a primavera quando potranno tornare in forma. Osservando proprio la natura, i ricercatori inglesi hanno messo a punto un modello matematico, ispirato a un animale consapevole che il cibo durante l’anno può essere abbondantemente presente o scarseggiare, senza tuttavia sapere con precisione quanto le due eventualità potranno accadere, maturando così una sensibilità particolare nel fronteggiare ricchezza o carestia. Diventando cioè più grasso tra un periodo di privazione e l’altro, con la prospettiva di trasmettere questi geni di gestione del ‘peso ottimale’, secondo il momento stagionale e/o le differenti necessità, anche alla progenie.

Cosa spiega questo modello animale e matematico? Che l’effetto yo-yo, anche nell’uomo, non dipende dal metabolismo che non funziona, bensì dal cervello che percepisce l’incertezza sulla disponibilità di cibo futura, attivando la risposta evolutiva, che lo porta ad aumentare di peso in caso di necessità. Questo fenomeno spiegherebbe anche come, in assenza di frequenti diete drastiche, il cervello si persuada che il periodo di carestie è lontano, dal quale occorre difendersi, immagazzinando più riserve energetiche. Mentre l’urgenza cerebrale di fare scorte grasse si scatenerebbe nel momento in cui la dieta si fa più ferrea e perdurante.

Il segreto per dimagrire e restare in forma. Sembra scontato, ma è quello di mangiare sempre un po’ meno del necessario, in maniera stabile e continuativa, senza mettere così il cervello e l’organismo in allarme, accompagnando la tavola con del sano esercizio fisico. Uno stratagemma intelligente, che non impone per perdere peso diete drastiche e che inganna pure il cervello dalla necessità di accumulare chili di troppo tra la calza della Befana e i coriandoli di Pulcinella.

 


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