presidio ospedaliero

Punto nascite di Iseo ancora chiuso: sindaco e Comitato scrivono a Regione

Si chiede a Gallera e Fontana di intervenire in ragione del Dm 11/11/2015 e delle firme raccolte.

Punto nascite di Iseo ancora chiuso: sindaco e Comitato scrivono a Regione
Cronaca Sebino e Franciacorta, 04 Dicembre 2020 ore 16:59

Non ci sono stati raccolta firme, coinvolgimento di sindaci bresciani e bergamaschi o picchetto fuori dal presidio ospedaliero che tenessero. Il Punto nascite di Iseo è ancora chiuso dall’inizio della pandemia e a causa del Decreto ministeriale 70, che fissa in 500 parti all’anno la soglia minima sotto la quale i reparti di Maternità degli ospedali vengono chiusi. Ma il Comitato Pro ospedale non si arrende e, nel continuare la raccolta delle firme per promuovere la riapertura, ha deciso di scrivere una lettera al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e all’assessore alla Sanità Giulio Gallera.

Punto nascite di Iseo ancora chiuso: sindaco e Comitato scrivono a Regione

"Le rubiamo un po’ del suo tempo per sottoporle il problema che ci assilla - hanno esordito le referenti del Comitato, Lucia Danesi, Nadia Zatti e Orsolina Ciocchi - Non si riesce a comprendere perché il Punto nascite dell’ospedale di Iseo continui a rimanere chiuso. La ragion d’essere di tale struttura ci pare evidente: l’ospedale di Iseo serve una popolazione di oltre 60mila persone, che vive in un territorio dove le comunicazioni non sono del tutto facili e spesso in località disagiate, sia sulla sponda bresciana che su quella bergamasca del lago d’Iseo. Attualmente l’ospedale è Covid free e non si capisce per quale motivo l’Asst Franciacorta non riapra il reparto Maternità, che non risulta chiuso, ma solo sospeso. Abbiamo raccolto oltre 7mila firme dai cittadini che, abitualmente, afferiscono al nosocomio di Iseo: tutte persone che chiedono la riattivazione delle strutture che da mesi risultano soppresse. Dello stesso avviso sono le autorità comunali e le Comunità montane".

Il Comitato ha sottolineato come il Punto nascite abbia sempre funzionato più che egregiamente, con soddisfazione degli utenti, che ora si vedono privati di un servizio efficiente, e ha chiesto a Regione di intervenire.

Ghitti si è rivolto anche all'Anci per questa "battaglia di civiltà"

Sulla questione anche il sindaco Marco Ghitti ha inviato una lettera all'assessore regionale al Welfare, al presidente nazionale dell’Anci Antonio De Caro e al presidente Anci Lombardia Mauro Guerra.

"E’ acclarato che l’invecchiamento della popolazione italiana porterà nel breve-medio periodo ad affrontare problematiche di non facile soluzione inerenti al Welfare, alla Sanità e ad altri aspetti della nostra società - ha esordito il sindaco nella missiva - E’ altrettanto acclarato che stiamo assistendo a un progressivo spopolamento dei piccoli Comuni in molte aree del nostro Paese. Credo sia indispensabile e urgente cercare formule per invertire questo trend demografico. Un punto di partenza non secondario è la riapertura dei punti nascita negli ospedali periferici il cui bacino di utenze è ulteriormente svantaggiato dalla morfologia del territorio. Nel caso particolare di Iseo, il nostro nosocomio è sempre stato un punto di riferimento per l’intero Sebino (ricordo le particolari situazioni di disagio di Comuni come Monte Isola, Zone e altri), per buona parte del territorio bergamasco prospiciente le rive del lago e per parte della Franciacorta".

Il sindaco ha allegato alla lettera la richiesta di revisione del Dm70 e della riapertura del Punto nascite di Iseo, che erano passate in Consiglio comunale con una mozione. "A ciò aggiungo che la spontanea raccolta firme dei cittadini ha superato le 7mila ed è tutt’ora in corso - ha concluso - A livello legislativo, correggetemi se sbaglio, il Dm 11/11/2015 pone condizioni per la possibile riapertura di punti nascita anche al di sotto del cut off dei 500 parti previsto dal Dm70. Per tali motivi chiedo un vostro intervento a sostegno di questa battaglia di civiltà e di vicinanza alle istanze delle piccole Amministrazioni pubbliche e della cittadinanza che rappresentano. Credo, inoltre, che vada avviata una seria, concreta e prolungata politica di sostegno economico alla natalità".

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