Psicosi coronavirus: capodanno cinese annullato, ragazzino con occhi a mandorla insultato (“Sei infetto”)

Mentre Regione Lombardia ha attivato un protocollo speciale con Mmg e Areu in accordo con il Ministero della Salute.

Psicosi coronavirus: capodanno cinese annullato, ragazzino con occhi a mandorla insultato (“Sei infetto”)
27 Gennaio 2020 ore 17:31

E’ psicosi da coronavirus: annullato il capodanno cinese. Ma in aumento anche gli episodi di “razzismo” verso la comunità cinese.

Psicosi coronavirus: capodanno cinese annullato

Cresce la psicosi da coronavirus. Come riporta GiornaledeiNavigli.it, è stata annullata la tradizionale parata per festeggiare il Capodanno cinese a Milano, appuntamento suggestivo che celebra l’arrivo del nuovo anno nella cultura orientale. Lo spettacolo, in programma per il prossimo 2 febbraio, è stato annullato in segno di solidarietà verso “il popolo cinese colpito dal coronavirus”, come ha spiegato il rappresentante dei commercianti di Chinatown Francesco Wu.

Il budget previsto per l’organizzazione della grande parata sarà devoluto in beneficenza in Cina e alla popolazione di Wuhan, epicentro del virus. La popolazione, come richiesto dal personale sanitario locale, sarà fornita di mascherine e altro materiale che dovrebbe aiutare a impedire il contagio che sta già facendo decine di vittime in Cina.

Ragazzino insultato

Ma aumentano anche gli episodi di “razzismo” verso la comunità cinese. Sempre da GiornaledeiNavigli.it arriva la storia di un ragazzino cinese di 14 anni insultato in campo a Cesano Boscone durante una partita di calcio: “Vattene, tornatene al tuo paese, cinese infetto”. Questo il tenore degli insulti secondo le testimonianze della società, in cui gioca il ragazzino, e di chi era sugli spalti e che ha pubblicato sui social messaggi di protesta perché “l’arbitro non ha sanzionato, i dirigenti della società non hanno fatto nulla. Vergognoso”.

Anche il giovane calciatore ha pubblicato un messaggio di sconforto e rabbia: “In tutto questo tempo che ho giocato a calcio non mi è mai capitato di ricevere insulti di stampo razzista. Siamo nel 2020 e c’è ancora gente che insulta le persone cinesi, le persone di colore. L’insulto peggiore che ho sentito in campo: spero che ti venga il virus come in Cina. Dopo questa frase sono uscito dal campo in lacrime, lasciando i miei compagni, ai quali rivolgo le mie scuse”.

Sputi ai turisti cinesi a Venezia

Non è andata certo meglio a una coppia di turisti cinesi a Venezia. Secondo quanto riportato da primavicenza.it sarebbero stati aggrediti e presi a sputi da una baby gang solo per la loro provenienza. Il fatto sarebbe avvenuto nella giornata di ieri, domenica 26 gennaio 2020. I due hanno raccontato quanto accaduto al direttore dell’albergo che li ospita nella città lagunare. Le forze dell’ordine non avrebbero per ora ricevuto segnalazioni in merito, ma la vicenda potrebbe diventare presto materia di approfondimento d’ufficio.

Attivato un protocollo speciale: “In caso di dubbi non andare al Pronto soccorso”

“L’apparato di sicurezza sanitaria messo a punto dalla Regione Lombardia in stretto raccordo con il Ministero della Salute è operativo: si effettuano controlli su passeggeri direttamente in aereo, sono stati attivati percorsi specifici con i Medici di Base e attraverso l’azienda regionale per l’emergenza urgenza. Niente allarmismi, in caso di necessità è opportuno rivolgersi direttamente al 112 o al numero del Ministero 1500”.

Lo afferma l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, illustrando il piano d’intervento messo a punto per affrontare eventuali casi di contagio da coronavirus e per gestire le operazioni preventive e di sicurezza.

Controlli negli aeroporti

“Da ieri mattina anche nell’aeroporto di Malpensa, in accordo con il Ministero della Salute, è attivo il protocollo di monitoraggio per i passeggeri dei voli dalla Cina, con misurazione a bordo della temperatura di passeggeri ed equipaggio – aggiunge l’assessore Gallera –  A seguito di esito negativo dei controlli di temperatura, i passeggeri potranno sbarcare: a loro viene consegnata un’informativa multilingue. Se invece qualche passeggero/operatore dovesse presentare febbre, il personale medico procede  alla sua valutazione secondo i criteri di caso sospetto definiti da OMS/Ministero della salute,  procedendo all’invio in ospedale, reparto di Malattie Infettive, per effettuare tutti gli approfondimenti diagnostici necessari”.

“Stiamo inoltre avviando la gestione di eventuali casi con sintomatologia sospetta insorta dopo il rientro in Italia – spiega Gallera – per portare in ospedale eventuali casi sospetti con procedure dedicate e sicure d’intesa con AREU. Condivideremo in questi giorni le indicazioni operative con i Medici di Medicina Generale e Pediatri di Famiglia e medici di continuità assistenziale qualora venissero contattati da loro assistiti rientrati dalle zone interessate”.

In queste ore è stata attivata la rete delle Unità Operative Ospedaliere di Malattie Infettive e sono stati individuati i laboratori di riferimento regionale a cui gli ospedali fanno riferimento per effettuare la ricerca del virus.

Vorrei rassicurare tutti i cittadini lombardi – conclude Gallera – Perchè il sistema di sorveglianza regionale è operativo. Questo è anche il periodo con il picco di influenza ed è importante non farsi prendere da infondate paure. Per ogni dubbio occorre rivolgersi al proprio medico curante, NON andare autonomamente in un pronto soccorso, ma se necessario, chiamare il numero 112, attraverso il quale saranno attivati i percorsi necessari”.

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