In corteo

Protesta dei medici di base: anche alcuni bresciani a Milano

"Vogliamo tornare a visitare i pazienti, non vogliamo essere burocrati", questo il grido comune

Protesta dei medici di base:  anche alcuni bresciani a Milano

“Noi vogliamo tornare a fare i medici, tornare a visitare i pazienti, non vogliamo essere burocrati: chiediamo solo questo”. Questo, in estrema sintesi, il grido comune che martedì 15 settembre 2026 ha richiamato circa 400 persone a Milano per la manifestazione di protesta promossa dalla Lamg, Libera Associazione Medicina Generale. Presenti anche alcuni professionisti bresciani, che hanno scelto di scendere in piazza per fare sentire la loro voce.

Protesta dei medici di base

L’iniziativa fa da corollario allo sciopero dei medici di base proclamato nelle giornate del 15 e 16 settembre dal Sindacato dei Medici Italiani contro l’accordo stralcio sulle case di comunità. Tuttavia, la manifestazione “è autonoma e indipendente da qualsiasi organizzazione sindacale o politica” e sono stati invitati a partecipare “tutti i colleghi che si oppongono all’obbligatorietà della presenza dei MMG nelle Case di Comunità”. Un corteo pacifico ma rumoroso, che si è fermato davanti al Pirellone: “Siamo una specie in via d’estinzione: solo in Lombardia 200mila persone non hanno un medico di riferimento. Le vere riforme dovrebbero essere volte a migliorare l’assistenza. Siamo noi le fondamenta (in briciole) della medicina del territorio: caricateci ulteriormente di lavoro e i pazienti senza medico diventeranno più di 600mila”. Oltre al peso insostenibile della burocrazia (“ci ha trasformato in scribacchini trattenendoci al computer ore al giorno”) e all’eccessivo numero di pazienti (in media 1.600 ciascuno) c’è il nodo delle Case di Comunità, che per i Medici di medicina generale scesi in piazza rischia di aggravare un quadro già a tinte fosche: “Noi siamo medici di famiglia. Le Case di Comunità, quando va bene, sono a 10 km ma le nonne che vengono a piedi nei nostri ambulatori chi ce le porta?”.

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