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Proposta di dialogo per l’utilizzo del Chiese

Proposta di dialogo per l’utilizzo del Chiese
Cronaca 15 Maggio 2017 ore 19:11

Il progetto dell'associazione «Amici della Terra Lago d'Idro  e Valle Sabbia» e «Legambiente Lombardia» è stato presentato nella serata di martedì 2 maggio in sala consiliare del Comune di Montichiari. Sono state presentate le ragioni di una petizione che le due realtà associative stanno proponendo per una gestione coordinata dell'intera asta trentina e bresciana del fiume Chiese. Cinque i punti proposti dalla petizione: sollecitare l’ammodernamento dei sistemi irrigui della vasta area irrigata con la risorsa prelevata dal fiume Chiese, ovvero la gran parte della Pianura Padana irrigata con sistemi ora obsoleti e concepiti per un grandissimo consumo delle risorse primarie; pianificare la gestione coordinata delle risorse idriche attraverso un bilancio idrico e con modalità ragionevoli e rispettose delle esigenze ambientali sull’intera asta del fiume Chiese trentino e bresciano; rivedere il precedente regolamento di gestione del Lago d’Idro, cd. regolamento 21 marzo 2002, che prevede escursioni dei livelli fino a 3,25 metri verticali, causa di evidenti danni ambientali; sollecitare il completamento delle reti fogniarie e di collettamento; sollecitare l’ammodernamento degli impianti di depurazione sull’intero bacino trentino e bresciano del fiume Chiese.

Per promuovere la petizione sono stati programmati incontri che riguardano i Comuni interessati dalla questione: Asola, Casalmoro, Acquanegra e Canneto; Bedizzole, Calvagese; Muscoline e Prevalle; Gavardo, Villanuova, Roé Volciano, Vobarno; Sabbio Chiese, Barghe, Vestone, Lavenone; Idro, Anfo, Bagolino, Bondone; Storo, Borgo Chiese, Pieve di Boro Cimego e Daone. Incontri con il carattere di assemblee zonali con l'intento di informare sul senso della petizione sindaci, assessori, consiglieri comunali, associazioni e naturalmente tutta la popolazione. La finalità principale è quella di chiedere ai Comuni di aderire alla petizione, petizione che chiunque però può firmare al termine degli incontri o su www. change.org.

Il Comune di Acquafredda ha deliberato in senso positivo e ha adottato la petizione. «Tema centrale della petizione» ha spiegato Gianluca Bordiga, presidente dell’associazione Amici della Terra lago d’Idro e Vallesabbia, « è la semplificazione e lo sfruttamento ragionato e condiviso delle acque del lago d’Idro e del Chiese. La ricaduta negativa della frammentazione della gestione è che non esiste un confronto paritetico fra le realtà che beneficiano delle acque del Chiese, confronto che dovrebbe esistere in considerazione della Legge 36 del 1994 e del più recente decreto legislativo numero 152 del 2006 secondo cui qualsiasi utilizzo delle acque deve essere finalizzato alla salvaguardia dei diritti delle generazioni future». Luciano Gerlegni, monteclarense relatore per «Legambiente», nel suo intervento ha sottolineato come nonostante un sincero interesse sui social per lo stato del fiume si sia perso purtroppo l’intimo rapporto che si aveva un tempo con il corso d’acqua e con le terre lambite dal suo scorrere. La popolazione» ha ricordato Gerlegni «si mobilita solo in casi estremi come la moria di pesci verificatasi in territorio di Bedizzole. Interresse che invece dovrebbe essere ragionato e costante».

Dopo le relazioni Bordiga e Gerlegni è stata data la possibilità ai presenti, e possiamo sottolineare una buona partecipazione, di fare domande o esprimere perplessità. Cosa che ha fatto Maria Chiara Soldini, assessore all’Ambiente del Comune di Montichiari rispetto all’eventuale impegno economico che comporterebbe l’ammodernamento dei sistemi irrigui. E’ con il mondo agricolo che gli ideatori della petizione sembrano cercare in particolare il dialogo ma stando all’intervento di Alessandro Baronchelli, agricoltore, le parti sono ancora piuttosto distanti. Secondo Baronchelli le realtà che gestiscono il potenziale irriguo del Chiese stanno lavorando egregiamente e non può essere addotta agli agricoltori la colpa della crisi idrica del lago d’Idro.

Di idea diversa Bordiga che ha ribadito come un unico gestore sia la condizione necessaria per risolvere i problemi di tutti, problemi che devono essere discussi per trovare soluzioni condivise. «Noi» ha concluso Bordiga «con Legambiente abbiamo ideato questa petizione, per trovare un comun denominatore, per far sì che tutte le realtà che gestiscono le acque del Chiese e del lago d’Idro si parlino, per far sì che nessun territorio interessato dal fiume debba andare in sofferenza. Noi stiamo proponendo e cercando il dialogo ma se necessario difenderemo con ogni forza il nostro territorio, il nostro lago». Il tour per la petizione è appena cominciato, di strada gli organizzatori devono ancora farne molta, devono ancora incontrare tanta gente, per discutere e sensibilizzare anche chi, sbagliando, dei problemi riguardanti l’utilizzo delle acque del Chiese e del lago d’Idro fino ad ora non si è mai interessato.


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