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Problemi andrologici per uno studente su due

Problemi andrologici per uno studente su due
Cronaca 07 Dicembre 2016 ore 20:02

La vecchia visita di leva, abolita nel 2005, costituiva di fatto un punto importante di osservazione di potenziali patologie nei giovani italiani. Per alcuni ragazzi e adolescenti era talvolta la prima effettiva visita medica e consentiva di monitorare lo stato di salute delle nuove leve. Dopo di essa sono spesso venuti a mancare i dati relativi a quella delicata e importante fascia d’età. Una perdita importante se si aggiunge una certa riluttanza da parte degli uomini di avvalersi dei consigli di un andrologo: gli uomini insomma, riguardo alla loro salute sessuale, non vanno dal medico specialista tanto quanto lo fanno le donne, che in quasi tutti i casi si avvalgono del ginecologo. Vuoi per una questione di disinteresse, vuoi per motivi culturali, per imbarazzo, come se andare a parlare a un professionista di problemi inerenti alla propria sfera intima ledesse in qualche modo la propria virilità percepita. Eppure, al 2005, proprio dalla visita di leva, sappiamo che circa il 45% dei maschi presentava patologie andrologiche. Di fronte a questo mare sconosciuto dell’andrologia, risultano quindi ancora più interessanti i dati del Progetto Andrologico per Studenti attuato dal Rotary Club Salò e Desenzano.

Degli 861 studenti (418 maschi e 443 femmine) cui è stato dato il questionario, distribuiti tra il liceo G. Bagatta, l’Ipssar Caterina De’ Medici, l’Istituto Bazoli-Polo a Desenzano, il liceo E. Fermi e l’Itc C. Battisti a Salò e l’Itis Cerebotani di Lonato (istituto che ha offerto più studenti alla visita), hanno risposto 271 maschi e 350 femmine. Alla visita andrologica si sono sottoposti poi 157 studenti. Il 76% degli intervistati ha ritenuto utile il questionario, dal quale sono emersi dati interessanti, e a volte preoccupanti. Riguardo al fumo, importante causa di sterilità, il 32% ha dichiarato di accendere almeno una sigaretta al giorno. Sull’alcool la percentuale è ben più ampia, con il 64% che dichiara di bere nel weekend. Un minaccioso 37% fa suonare il campanello delle sostanze stupefacenti, con droghe leggere in prima posizione, ma anche un 3% di cocaina dichiarato, e una ampia fetta di mancate risposte (quasi un terzo degli intervistati), nella quale potrebbe finir dentro ahinoi di tutto.

E questo avviene con consapevolezza, in quanto quasi tutti i ragazzi (86%) conoscono la pericolosità e gli effetti del doping e delle malattie trasmissibili sessualmente, ma non forniscono idee di meccanismi di difesa da essi. Riguardo ai rapporti, dichiara di averne il 69% dei ragazzi, percentuale nella quale spicca un preoccupante 1% che attesta di aver conosciuto il sesso alla davvero troppo tenera età di 12 anni. Anche sul numero dei partner avuti, i dati lasciano in alcuni casi perplessi. Un 4% sembra infatti aver fatto sesso con più di 10 persone entro i 18 anni, a riconferma di una certa facilità di incontri occasionali tra gli adolescenti italiani. Oltre a questo, e a una certa promiscuità, capita la cosa ben più allarmante che essi non siano neppure protetti, in quanto se a un 48% che rassicura sull’uso di contraccettivi, corrisponde un 8% che ne fa per partito preso rifiuto dichiarando di non usarli mai. Passiamo alle patologie maschili. Ben il 54% degli studenti visitati ha riscontrato una patologia andrologica. Il varicocele (un problema al sistema vascolare dei testicoli) risulta la più diffusa, con il 30%, mentre è più raro l’idrocele  (che colpisce anche le donne), riscontrato nel 3% dei casi. Per quanto riguarda le patologie strettamente legate al pene, il 10% ha riscontrato fimosi (restringimento prepuziale che ostacola la fuoriuscita del glande), il 6% riporta brevità del frenulo, mentre il “pene ricurvo” (a livello patologico) è stato riscontrato in un singolo caso.
Sergio Lingeri   


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