L'intervista

Prigionieri dell’isolamento: la paura oltre il virus

Lo psicologo Michele Venni, presidente di Auser Rovato, spiega perché molte persone fanno fatica ad uscire di casa.

Prigionieri dell’isolamento: la paura oltre il virus
Sebino e Franciacorta, 08 Giugno 2020 ore 11:28

di Stefania Vezzoli

La paura va oltre il virus

L’epidemia di Coronavirus ha inevitabilmente fermato anche quei progetti nati proprio con l’obiettivo di combattere la solitudine e l’isolamento. E adesso che, seppur con cautela, si può ricominciare ad assaporare un po’ di normalità, in molti casi subentra la paura e quella stessa casa che nei primi giorni di lockdown sembrava una prigione ora appare con un rifugio sicuro, talvolta l’unico possibile.

Prigionieri dell’isolamento: parla lo psicologo

Michele Venni, presidente di Auser Insieme Rovato e psicologo, ha spiegato che si tratta di un meccanismo molto comune. “La riapertura adesso crea problemi – ha ammesso – Chi ha potuto uscire in qualche modo ha continuato a vivere. Ma in particolar modo per gli anziani e per chi è stato quasi sempre in casa la stessa si è trasformata in un fortino. C’è una grande fatica a uscire perché si ha paura. Le persone si sono adattate alla situazione e a casa ormai erano tranquille: è proprio la possibilità di uscire che fa scattare la paura”. La minaccia di un virus che ha duramente colpito le nostre comunità lasciandosi dietro una lunga scia di morte e di dolore ha funzionato come deterrente nel pieno dell’epidemia, ma ora che i dati fanno ben sperare e le misure di contenimento si sono allentate il Covid continua a suscitare inquietudine e timore. “Non ci sono certezze – ha proseguito lo psicologo Michele Venni – Noi eravamo abituati ad affidarci alla scienza, sembrava che la scienza avesse sostituito Dio. E il fatto che gli scienziati dicano “Non lo sappiamo” crea ansia. Siamo di fronte a un nemico invisibile. Sappiamo solo che per proteggerci dobbiamo lavarci spesso le mani e metterci la mascherina, non abbiamo certezze. Per questo la ripresa sarà lenta”.

Per l’Auser corsi e gite rinviate

Per quanto riguarda l’Auser Insieme Rovato, un’associazione che promuove attività di educazione e di socializzazione con particolare attenzione alle persone anziane, tutti i corsi e le iniziative in calendario sono stati rinviati a causa dell’epidemia. «Noi abbiamo sospeso tutto – ha spiegato Venni – Corsi, gite, tutto rinviato a settembre nella speranza di poter riprendere in autunno. Devo dire che la gente ha capito e nessuno ha protestato. Per i viaggi già programmati (dovevamo andare in Uzbekistan) le agenzie hanno dato la massima disponibilità a erogare voucher ma la maggior parte degli iscritti ha preferito lasciare la quota nell’attesa di poter stabilire nuove date». Come non ci sono certezze dal punto di vista scientifico, non ce ne sono a livello organizzativo e restano molte incognite sulla ripresa delle attività dell’associazione dopo l’estate. Ma, pian piano, bisogna tornare a uscire dal guscio. E’ necessario ricominciare a vivere, seppur con nuove regole, perché l’isolamento sociale, alla lunga, rischia di diventare pericoloso e in certi casi, come purtroppo dimostrato dalle cronache, può degenerare in violenza.

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