Sanità privata

Più diritti per gli eroi in corsia

Dopo 13 anni è stata raggiunta l'intesa sul rinnovo del contratto nazionale.

Più diritti per gli eroi in corsia
Brescia, 12 Giugno 2020 ore 15:26

Lo aspettavano da 13 lunghi anni. Con il rinnovo del contratto nazionale Aiop Aris i lavoratori della sanità privata chiedevano qualcosa di più del mero riconoscimento dei sacrifici quotidiani e della loro professionalità: per loro si trattava di una vera e propria “conquista di civiltà”. Prostrati dalla pandemia, gli angeli in corsia erano pronti a scendere in piazza il 18 giugno, al grido: “Non siamo né eroi né angeli, ma lavoratrici e lavoratori che esigono rispetto”. Ma non ce ne sarà bisogno perché nella giornata di mercoledì, dopo 24 ore di trattativa, è stata raggiunta una pre-intesa da Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl e Aris Aiop (Associazioni datoriali sanità privata religiosa e profit).

Più diritti per gli eroi in corsia

“Dopo 13 anni di mancato rinnovo, i 165 mila lavoratrici e lavoratori della sanità privata (5mila a Brescia) si vedono finalmente riconosciuto il diritto al contratto e valorizzata la loro professionalità e umanità messa a disposizione del cittadino ogni giorno – hanno fatto sapere in una nota congiunta le segreterie bresciane di Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl – L’intesa ha contenuti importanti sia dal punto di vista economico che normativo che verranno illustrati nelle prossime assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori. Il risultato più rilevante è sicuramente avere ottenuto l’equiparazione del tabellare per la sanità privata a quello della sanità pubblica”. L’accordo non ha solo un valore economico significativo (si calcola un aumento medio mensile di 154 euro dall’1 luglio) ma rappresenta la base di partenza per un altro obiettivo unitario: il contratto unico della sanità. “Nella pre-intesa ci sono anche riconoscimenti normativi dei tempi di vestizione, permessi per visite mediche, formazione, tutele per aggressioni al personale e per le persone soggette a terapie salvavita – hanno sottolineato i sindacati – Dal punto di vista professionale e contrattuale si riducono i tempi per le progressioni economiche per il personale della categoria D di 5 anni e un nuovo inquadramento per il personale oss con tre anni di anzianità”.

Una conquista di civiltà

L’accordo rappresenta il frutto dell’azione sindacale portata avanti da Cgil, Cisl e Uil sempre col sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso l’adesione a manifestazioni e scioperi. “Non abbiamo mai smesso di lottare per la conquista di questo diritto negato – hanno concluso i sindacati – Ora non ci fermeremo e chiederemo da subito incontri non solo per l’applicazione dei contenuti del rinnovo contrattuale ma anche per il riconoscimento dell’impegno delle lavoratrici e lavoratori durante la fase emergenziale del Coronavirus”. Anche martedì mattina la Fp Cgil ha promosso una manifestazione di protesta davanti alla clinica Città di Brescia, coinvolgendo i dipendenti della sanità privata bresciana al fine di denunciare il mancato rinnovo del contratto da ben 13 anni. Il flash mob, oltre che a sensibilizzare l’opinione pubblica, serviva anche a lanciare sciopero generale della sanità privata proclamato per il 18 giugno da Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl appunto per denunciare il mancato rinnovo del contratto nazionale Aiop Aris. Sciopero che è stato revocato con il raggiungimento della pre-intesa.

Nelle cliniche scatta il Fis

Intanto in alcune Rsa, cliniche private e centri di riabilitazione bresciani è stato attivato o prolungato il Fis, Fondo di integrazione salariale. Per le direttive contenute della delibera di Regione Lombardia, infatti, le strutture non possono occupare oltre il 70% dei posti (disponibili prima dell’epidemia), nonostante i reparti adibiti ai pazienti Covid si stiano liberando.

L’approfondimento su Chiari week, in edicola dal 12 giugno e acquistabile anche online.

 

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia