liste d'attesa

Per una gastroscopia si deve attendere il 2029. «Mio marito deve sapere cosa ha. Non può aspettare anni.»

Il caso: la moglie di un uomo monteclarense racconta il percorso affrontato per riuscire a completare gli accertamenti

Per una gastroscopia si deve attendere il 2029. «Mio marito deve sapere cosa ha. Non può aspettare anni.»
Una telefonata dopo l’altra, date che sembrano lontanissime e la necessità di trovare rapidamente una soluzione. È il percorso che una famiglia di Montichiari sta affrontando da alcuni mesi per riuscire a sottoporre il marito agli esami necessari per approfondire le sue condizioni di salute. La moglie, che rimarrà anonima, ha raccontato la propria esperienza, ricostruendo le difficoltà incontrate nella prenotazione degli esami attraverso il Servizio sanitario nazionale e le spese sostenute per poterli effettuare in tempi più brevi.

La Tac

Tutto è iniziato il 27 luglio, quando la famiglia ha cercato di prenotare un’ecografia all’addome per il marito, necessaria per verificare la situazione del fegato. La risposta ricevuta attraverso il sistema di prenotazione, secondo quanto riferisce, è stata quella di una disponibilità con il Servizio sanitario nazionale soltanto nel giugno 2027. Di fronte all’attesa considerata troppo lunga, la famiglia ha quindi scelto di effettuare l’esame privatamente. L’ecografia è stata eseguita all’ospedale di Montichiari, con un appuntamento fissato già per il 3 agosto.
La situazione si è ripresentata quando è stato necessario programmare una Tac con e senza mezzo di contrasto. Anche in questo caso, racconta la donna, dal Cup era stata indicata una prima disponibilità nel marzo 2027. Per questo esame, però, la famiglia è riuscita a trovare un’alternativa senza dover sostenere il costo della prestazione privata. La Tac è stata infatti effettuata a Travagliato, attraverso il Servizio sanitario nazionale. La struttura di diagnostica per immagini Gemini RX, con sede proprio a Travagliato, dispone di servizi di diagnostica tra cui la Tac ed è accreditata con il Servizio sanitario nazionale. «Fortunatamente la Tac siamo riusciti a farla senza ricorrere al privato», racconta la donna.

La gastroscopia

Ancora più complicata, secondo la testimonianza, è stata la ricerca di un appuntamento per la gastroscopia. La donna spiega di aver contattato inizialmente il Cup del Civile e di essersi sentita indicare un’attesa che arrivava al 2029. «Al telefono mi è scappata la frase: speriamo che non muoia nel frattempo», racconta, descrivendo la frustrazione provata davanti a una prospettiva di attesa così lunga. Successivamente ha contattato la Poliambulanza, dove però, riferisce, non era ancora disponibile l’agenda per il 2027. Anche in questo caso la famiglia ha quindi deciso di rivolgersi al privato. La gastroscopia, insieme all’indagine sul prelievo delle cellule, ha comportato una spesa complessiva di 450 euro. La donna sottolinea inoltre un particolare presente sulla ricetta: per la gastroscopia erano riportate le indicazioni relative ai tempi di attesa, con la dicitura “entro 30 giorni” per le visite ed “entro 60 giorni” per le prestazioni strumentali.

L’agoaspirato

L’ultimo episodio riguarda l’ago aspirato, per il quale la famiglia ha dovuto affrontare una nuova serie di telefonate. La risposta ricevuta in più occasioni sarebbe stata quella di dover attendere almeno fino al 2027. Per questo esame la famiglia è riuscita a fissare un appuntamento al Green Park di Mantova, in regime privato, al costo di 192 euro. Dietro alle cifre, però, c’è soprattutto la preoccupazione di una famiglia che sta cercando di completare rapidamente il percorso diagnostico. Il marito, spiega la donna, «dovrà completare gli accertamenti necessari prima di poter essere inserito nella lista d’attesa per un intervento chirurgico. L’obiettivo, se il percorso procederà come previsto, sarebbe arrivare all’operazione entro la fine dell’anno per rimuovere una ghiandola che nel frattempo si è infiammata e ingrossata. Mio marito è costretto ad assumere antibiotici e cortisone, in attesa di completare gli accertamenti».
È proprio questo il punto che la donna vuole mettere in evidenza: non si tratta soltanto di scegliere tra una prestazione gratuita e una a pagamento, ma della necessità di conciliare tempi sanitari, condizioni cliniche e possibilità economiche della famiglia.